Benevento

Arresto non convalidato, e immediato ritorno in libertà, per Domenico Rosiello, 52 anni, Gabriele De Luca, 28 anni, i due beneventani – sono difesi dagli avvocati Vincenzo Sguera e Gerardo Giorgione - finiti in carcere giovedì sera per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un'ipotesi di reato contestata in concorso con Maurizio Somma (avvocato Isidoro Spiezia), 60 anni, di Castello di Cisterna, anch'egli detenuto nella casa circondariale di contrada Capodimonte.

A differenza di quello degli altri due, il suo arresto è stato convalidato dal gip Flavio Cusani, che ha poi adottato nei confronti dell'indagato, che ha ammesso di aver fatto il trasporto di droga, un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Comparsi dinanzi al giudice, Rosiello e De Luca avevano respinto l'accusa, sostenendo di non aver mai conosciuto Somma e di aver raggiunto Castello di Cisterna per ragioni personali: il primo, che per questo aveva prelevato in banca una somma di denaro, per pagare un braccialetto d'oro; l'altro, che peraltro stava lavorando come imbianchino per Rosiello, per concordare con un rivenditore le modalità di acquisto di un'auto.

Come si ricorderà, Rosiello e De Luca erano a bordo di una Mini fermata dalla Squadra mobile a Capodimonte, mentre Somma era al volante di una Cinquecento bloccata al casello di Castel del Lago, nella quale erano stati rinvenuti 160 grammi di cocaina.

Scrive il gip: "Gli elementi a carico di Rosiello e De Luca appaiono indubbiamente insufficienti per poter loro attribuire la detenzione della sostanza stupefacente nascosta nell'autovettura di proprietà del Somma, sulla quale i due non erano saliti nel corso del breve incontro. La stessa funzione di 'staffetta' attribuita a Rosiello e De Luca appare evanescente e non collegata ad alcun concreta circostanza di fatto osservata durante il viaggio se non la contestuale partenza da Castello di Cisterna e il contestuale arrivo a Castel del Lago, oltre ad una presunta veloce ripartenza della Mini dopo l'uscita del casello”. E ancora: “Non sussistono né gli estremi della flagranza della detenzione, necessari per convalidare l'arresto, né i gravi di indizi di colpevolezza per applicare una misura cautelare”.

 

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