Chi l'ha detto che il calcio debba essere per forza violenza, scontri, sfottò e divisioni? Salerno, negli ultimi anni, attraverso innumerevoli iniziative e manifestazioni ha dimostrato di essere una vera e propria isola felice e il fiore all'occhiello di una regione molto appassionata e che vive di pane e pallone 24 ore su 24. Sabato prossimo, in concomitanza con la seconda trasferta consecutiva, ci sarà l'occasione di rinnovare il gemellaggio con il Brescia, amicizia nata per motivi assai tristi e che si è consolidata nel tempo sfociando in un aiuto concreto e determinante a persone meno fortunate e che hanno tratto beneficio dai veri valori incarnati dagli ultras delle due curve, tra le più belle della B e degne di categorie superiori. Un gemellaggio che raggiunge il ventennale. Nel nome di Roberto Bani morto a 28 anni a Salerno il 10 maggio 1997, dove era giunto per seguire il Brescia. Un litigio con colleghi di tifoseria, secondo le cronache dell’epoca, con uno spintone fatale e il capo a battere violentemente sui gradoni e la solidarietà tra ultras a scattare immediata.
I tifosi granata, distrutti e commossi, parteciparono emotivamente come pochi altri in Italia a quell'evento drammatico: durante i 6 giorni della speranza nella sala rianimazione del San Leonardo fu un autentico via vai, una storia purtroppo senza lieto fine. E da allora una amicizia forte, unica, che cresce anno dopo anno nel ricordo di Roberto Bani. Facile prevedere che al Rigamonti saranno in oltre 500 a gremire il settore ospiti, accolti dalla solita simpatia del popolo locale che, a marzo scorso, in occasione della trasferta di Salerno giunse in città in largo anticipo godendosi la bellezza del panorama cittadino e pranzando con i "colleghi" granata rinsaldando un rapporto nato su basi tristi, ma che sicuramente strapperà un sorriso anche lassù.
Gaetano Ferraiuolo