Salerno

Come ogni martedì, la redazione di Granatissimi.Ottopagine propone la top undici relativa all'ultima giornata del campionato di serie B valutando non solo gol, parate ed assist, ma anche la capacità di incidere nell'arco dei 90 minuti in relazione alla squadra di appartenenza e all'avversario affrontato. Ben rappresentato il Cittadella, stavolta non c'è nessun calciatore della Salernitana che, dopo 12 settimane, ha perso la sua imbattibilità. Emerge un giovanissimo portiere, Tarolli del Foggia, per nulla intimorito dal ruggito dei 33mila del San Nicola e bravissimo in diverse occasioni. Ecco la formazione ideale schierata con un ipotetico 3-4-3:

Portiere:

Tarolli (Foggia): un predestinato, non può che essere altrimenti. Quando a 20 anni giochi un derby a Bari e non ti tremano le gambe dinanzi a 35mila spettatori, significa che hai le potenzialità per disputare una grande carriera. Para tutto quello che può superandosi in due occasioni, nulla può quando la difesa si addormenta favorendo la deviazione a porta vuota di Galano. Da 7 in pagella 

Difensori:

Dickmann (Novara): segna un gol da attaccante vero sfondando la traversa e regalando ai piemontesi la rete della sicurezza, tre punti fondamentali anche per la panchina di Corini. Anche in fase difensiva una prova priva di sbavature e una prestazione di grande attenzione e buon livello

Scognamiglio (Cesena): negli anni scorsi aveva abituato Perugia, Benevento, Trapani e Novara a timbrare il cartellino con una certa continuità, finalmente anche i tifosi romagnoli hanno potuto esultare per un suo gol determinante. Bel duello con Caracciolo, l'ha vinto lui quasi per distacco

Salvi (Cittadella): poco sponsorizzato, eppure è difficile in categoria trovare un terzino così completo. Spinge con grandissima incisività soprattutto nel primo tempo, quando sforna cross e sfiora il gol in due circostanze. Leggero calo nella ripresa, ma è sempre una spinta nel fianco per la retroguardia granata.

Centrocampisti:

Pasciuti (Carpi): apre le danze facendosi trovare al posto giusto al momento giusto, un gol che sblocca anche psicologicamente una squadra che dipende molto dalle giocate di un centrocampista che abbina qualità e quantità e che, abbracciando il suo allenatore, ha fatto capire quanto il gruppo sia con Calabro. Prova positiva nel suo complesso

Pasa (Cittadella) uno slalom alla Alberto Tomba tanto per presentarsi ai difensori della Salernitana, saltati come birilli e salvati soltanto da una prodezza di Popescu e dal palo. Motorino inesauribile, è in giornata di grazia e dà sempre l'impressione di poter inventare una giocata determinante. Gli manca solo il gol, ma li propizia entrambi

Gnahorè (Palermo): non una prestazione tra le migliori della sua carriera, ma il gol che segna è pesantissimo e merita un riconoscimento. Il Palermo, in vantaggio più per fortuna che per gioco, era in inferiorità numerica nella bolgia del Partenio, lui ha raddoppiato con la freddezza di un bomber di razza favorendo una ripresa in scioltezza

Maggiore (Spezia): è uno dei talenti emergenti del calcio italiano, già l'anno scorso aveva messo in vetrina doti tecniche, atletiche e mentali di categoria superiore. A gennaio c'è già il Genoa sulle sue tracce, ma la serie B perderebbe tanto se dovesse andar via un centrocampista così forte. Bello e importante il gol che permette ai liguri di archiviare la pratica Zeman

Attaccanti:

Caputo (Empoli): quanto è strano il calcio! FIno al 90' ombra di sè stesso, poi riceve il traversone di Krunic e fredda Bardi riaprendo una gara che sembrava chiusa. Poco dopo si inventa una sforbiciata da campione che vale il 3-3 a cospetto del Frosinone, una magia che fa impazzire il pubblico di casa. 14 gol in 16 partite: che altro aggiungere?

Ciano (Frosinone) tutti si aspettavano le scorribande di Dionisi e Ciofani, ma di questo terzetto di categoria superiore è proprio lui il fiore all'occhiello. Doppietta da fenomeno per la categoria, poteva essere un tris se non avesse sbagliato "alla Bocalon" un gol a porta quasi vuota. Ma quando calcia dalla distanza fa sempre tremare i portieri avversari

Da Cruz (Novara): non era accreditato come bomber particolarmente prolifico, eppure giganteggia a cospetto della difesa meno perforata del torneo gelando il Penzo per il gol dell'1-0. Quando c'è da soffrire si mette a servizio della squadra e non si risparmia

Allenatore:

Tedino (Palermo):per tre motivi: è primo in classifica, ha restituito entusiasmo alla squadra dopo le brutte notizie societarie e il ko col Cittadella e, in sala stampa, si è dimostrato un professionista umile e intelligente complimentantosi con l'avversario appena battuto e con altre realtà meno blasonate della sua. Un uomo vero di cui il calcio aveva bisogno.

Gaetano Ferraiuolo