“Incapace di valutare i rischi dei suoi comportamenti, da genitore immaturo, mossa solo da bisogni primitivi ma consapevole di trarre vantaggi economici dallo sfruttamento della figlia. La sua condotta è stata omissiva, perché pur avendo la posizione di garanzia rispetto alla figlia minore, favoriva quegli incontri sessuali”. E' stata condannata a sette anni di carcere, dal gup del tribunale di Salerno, una 40enne di Castel San Giorgio.

Queste le motivazioni della sentenza. Condanna che arriva per aver indotto la figlia di appena13 anni a prostituirsi. L'uomo che ha abusato sessualmente della ragazzina, un operaio amico della 40enne, è stato condannato, invece, a 9 anni e 4 mesi di carcere.

La donna, secondo il gup, dunque non era “incapace di intendere e di volere” come sostenuto dalla difesa “perché induceva la figlia alla prostituzione, ne sfruttava e, comunque, generalmente ne favoriva la prostituzione con il 62enne, accompagnandola agli incontri e lasciando che la minore avesse rapporti sessuali remunerati”.  

S.B.