di Marco Festa
Una nuova spada di Damocle pende sulla sua testa, con il deferimento per il “caso Catanzaro” ormai ufficiale ed un nuovo processo sportivo all'orizzonte (verrà celebrato tra gennaio e febbraio). L'Avellino ha un solo modo per garantirsi una boccata d'ossigeno ed evitare di rendere ancor più pesante l'aria che si respira in casa biancoverde: battere il Carpi. Più facile a dirsi che a farsi dato che gli emiliani, impegnati alle 21 all'Olimpico contro il Torino, in Coppa Italia, sono reduci dal bel successo per 2-1 sul Parma ed abituati a veleggiare nei piani alti della Serie B.
“Ad Avellino ci sarà un ambiente caldo, i tifosi non fanno mai mancare l’appoggio alla squadra durante la partita, poi magari contestano, ma nei novanta minuti di gioco sarà un inferno” ha dichiarato l'ex Luca Bittante, come riportato dal sito ufficiale dei biancorossi, in vista di una sfida da vivere in trincea, ma nella quale il lupo dovrà doverosamente aggredire la preda tirando fuori dal cilindro soluzioni utili a garantire equilibrio e pericolosità.
Ieri Novellino, che ha dovuto fare a meno dei lungodegenti Gavazzi, Lasik e Morosini, oltre a Rizzato e Pecorini (terapie e lavoro specifico), ha provato Molina mezzala destra e Bidaoui come partner di Ardemagni o Castaldo: uno dei due si accomoderà in panchina con Moretti, che, salvo colpi di scena, cederà la maglia da titolare. Porte chiuse e massima concentrazione. All'Avellino non resta che vincere. D'altronde, come si suol dire, inutile piangere sul latte versato.