di Andrea Fantucchio
Un’assoluzione. Questa la sentenza pronunciata dal giudice Pierpaolo Calabrese per la maestra N.V., 44 anni, di Avellino, accusata di aver maltrattato degli alunni delle elementari a Manocalzati fra il 2011 e il 2012. Il processo era nato in seguito alle denunce di alcune coppie di genitori che, poi, si erano costituite parti civili col patrocinio dell’avvocato Gaetano Aufiero, oggi sostituito in aula dal collega Stefano Vozella.
Secondo l’accusa, la docente aveva più volte rivolto insulti ai bambini, chiamandoli “asini” e “lumaconi” e creando un “clima di paura”. Gli avvocati Nello Pizza e Preziosi avevano sostenuto con forza l’innocenza della propria assistita, avvalendosi delle testimonianze rese da diversi testi ed evidenziando l'insussistenza degli elementi di prova a carico dell’imputata.
Oggi il tribunale ha disposto la sentenza perché “manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile (articolo 530 comma 2)”.