di Luciano Trapanese

Maxi inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Salerno sull'affare rifiuti. In particolare la gestione e il trattamento del percolato prodotto dagli impianti di Macchia Soprana e di Parapoti e per la movimentazione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti dallo stir di Battipaglia alla discarica di Campagna.

Una indagine che mette nel mirino parte importante del ciclo dei rifiuti della provincia di Salerno.

Un business da milioni di euro. Ventuno gli indagati, raggiunti nei giorni scorsi da avvisi di garanzia. Le ipotesi di reato formulate dal sostituto procuratore Silvio Marco Guerriello, sono di turbativa d'asta e peculato. Tra loro anche nomi noti dell'imprenditoria campana e con un intreccio di interessi e presunte e ripetute irregolarità che ha acceso l'attenzione degli inquirenti.

Ecco tutti gli indagati

Nel fascicolo della dda sono finiti i vertici di Ecoambiente Salerno (partecipata della Provincia): Cosimo Montefusco (responsabile unico del procedimento), Gianluca De Santis (direttore generale), Domenico Ruggiero (presidente della commissione gara e direttore tecnico), Attilio De Nigris (membro della commissione di gara), Maurizio Buccella (direttore dei lavori). Insieme a loro anche Aroldo e Berto De Luca, legali rappresentanti e amministratori della Gel spa, azienda che come vedremo ha un ruolo chiave nell'inchiesta.

Nel mirino degli inquirenti anche due aziende importanti nel panorama imprenditoriale campano e non solo come la De Vizia Transfer (nel registro degli indagati sono finiti (Vincenzo De Vizia, socio e presidente del cda dell'azienda, e il socio Marisa Lombardi).

Tra gli altri indagati, Mario Capo, Giuseppe D'Acunzi, Marco Senatore, Vincenzo Manzo, Sara Fariello, Roberto Bellizia, Giovanni D'Antonio, Vincenzo Albini, Marco Lauretti, Walter Elizzi e Vincenzo De Prisco.

Quell'appalto molto sospetto

Il cuore dell'inchiesta parte dall'appalto per la realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato prodotto dalla discarica di Macchia Soprana, a Serre. Gli inquirenti avrebbero accertato una serie di rilevanti irregolarità.

Per la dda la Gel spa (azienda che ha poi vinto il bando), sarebbe stata ammessa alla gara nonostante la sua offerta tecnica risultasse anomala, perché prevedeva la realizzazione di un impianto sovradimensionato rispetto al capitolato. Ma non solo. Per gli investigatori, il contratto sarebbe stato snaturato. Infatti, rispetto alle previsioni sulle potenziali quantità di materiale trattato ogni giorno (120 metri cubi), e nell'arco dei cinque anni previsti (180mila metri cubi), è stato autorizzato un incremento del venti per cento. Che oltre a portare il totale complessivo a 216mila metri cubi, ha comportato – sostengono gli inquirenti - «un aumento dei costi per Ecoambiente Salerno del tutto immotivato». Di fatti il percolato raccolto non ha mai raggiunto quelle quantità teoriche. Allora, perché aumentare quel 20 per cento? Per i magistrati in questo modo si è illecitamente creato un ulteriore vantaggio economico per la Gel.

Da un appalto all'altro, senza nessuna gara

E non è finita. Accade anche altro. Nel 2013 la Provincia di Salerno incarica Ecoambiente di gestire anche la discarica di Parapoti nel comune di Montecorvino Pugliano. La cosa più logica sarebbe stata quella di indire un bando per l'affidamento dell'appalto. Ma va diversamente. Il contratto stipulato con la Gel per Macchia Soprana viene illecitamente (secondo la dda), esteso a Parapoti. Eppure le nuove opere riguardano la realizzazione di un impianto totalmente diverso da quello previsto nell'iniziale bando di gara. Senza contare – aggiungono gli inquirenti – che le procedure stabilite per Macchia Soprana sono state decise molto prima che Ecoambiente avesse la gestione della discarica di Parapoti.

E quindi, sintetizzano in procura: pattuizione illecita in quanto estensione illegittima di un altro appalto.

Ci sarebbero anche altre presunte irregolarità.

Nel bando di gara si legge che la Gel si sarebbe fatta carico dei costi di realizzazione, gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria. E invece

Ecoambiente Salerno ha pagato ingenti somme alla Gel per opere di manutenzione. Senza alcuna motivazione che giustificasse quella deroga agli accordi contrattuali. E alla fine, anche per questo motivo, Ecoambiente Salerno rispetto ai cinque milioni pattuiti ha versato alla Gel almeno sette milioni più Iva. Oltretutto, la Gel è stata pagata per il trattamento di 214mila metri cubi di percolato, e invece ne ha estratti solo 109mila. In questo caso gli inquirenti ipotizzano una frode in pubbliche forniture.

Quelle aziende estromesse senza motivo

C'è poi la presunta turbativa d'asta. Si sarebbe concretizzata così. Ecoambiente Salerno pur ricevendo una offerta tecnica inadeguata e sovradimensionata (quella della Gel), ha di fatto allontanato le offerte di altre aziende. Come? Non consentendo ad altre ditte di ottenere la proroga per effettuare gli adempimenti preliminari alla presentazione delle domande. E neppure riaprendo i termini per partecipare alla gara.

Riassumendo: dubbi sulla gara per Macchia Soprana, affidamento illecito per Parapoti e pagamento di somme non dovute alla Gel.

Il grande business del trasporto

C'è poi un altro aspetto. La gara per il trasporto e la movimentazione dei rifiuti speciali dallo Stir di Battipaglia alla discarica di Campagna. Per gli inquirenti il prezzo pagato era decisamente sproporzionato rispetto al mercato, anche perché sette anni dopo, la stessa Ecoambiente ha stipulato un contratto dello stesso tipo con Ad Logistica per un costo notevolmente inferiore e per un trasporto più lungo.

Quel prezzo decisamente più alto era stato – secondo gli inquirenti – fittiziamente giustificato perché avrebbe dovuto inglobare anche le spese per il miglioramento della logistica all'interno dello Stir. Ma quei lavori o non sono stati effettuati o sono stati realizzati solo in parte (e nessuno ha denunciato questa mancanza).

Ma non è tutto. Per la dda Ecoambiente avrebbe anche «con collusione e altri mezzi fraudolenti» concesso delle indebite e ripetute proroghe senza procedere a una nuova gara.

Nella maxi inchiesta rientrano anche le discutibili - per la procura – procedure per l'affidamento dell'incarico per i servizi di brokeraggio assicurativo.

Una inchiesta complessa che mette in luce aspetti a dir poco oscuri della gestione di appalti e impianti. Una inchiesta che è solo agli inizi, ma che getta ombre sul business dei rifiuti in provincia di Salerno. A partire proprio dalla partecipata della Provincia, Ecoambiente.