Avellino

 

di Marco Festa

“Siamo concentrati sul campo. Rispetto tutti, ma sono stufo di sentire certe cose. Sono pagato per fare l’allenatore e non i pettegolezzi. Devo fare i fatti.” Il naufragar non gli è dolce in questo mare. E dunque, Walter Alfredo Novellino ha provato a riprendere così il timone della sua nave Avellino, nel bel mezzo di una tempesta forza nove. Nove come le ultime nove partite in cui il suo lupo ha zoppicato vistosamente, portando a casa una sola volta l'intera posta in palio. Un rendimento deludente, che ha determinato come primo effetto non gratificante le dimissioni del direttore generale Massimiliano Taccone, desideroso, col suo gesto, di dare la scossa all'ambiente e che non ha usato giri di parole per commentare la flessione biancoverde parlando di mezzo fallimento sportivo.

Non resta dunque che reagire. Pure ai deferimenti a carico del presidente Walter Taccone, al direttore sportivo Vincenzo De Vito, e, in maniera consequenziale per responsabilità diretta e oggettiva, a carico della società, per la presunta tentata combine di Catanzaro – Avellino del 5 maggio 2013, altro carico di pressione settimanale sull'ambiente. Il 15 dicembre appuntamento al TFN per l'udienza nel corso della quale la Procura Federale formulerà le proprie richieste di condanna. La retrocessione in Serie C è lo spauracchio da allontanare, che stando alle parole dell'avvocato Chiacchio resterà tale.

Nel mezzo della bufera spunta il Carpi di Calabro: brutta gatta da pelare, che arriva cavalcando l'onda dell'entusiasmo generata dal successo casalingo per 2-1 contro il Parma. Dalle mura amiche del “Cabassi” a quelle del “Partenio-Lombardi”, tra le quali l'Avellino torna dopo il tonfo casalingo contro il Palermo per ritrovare la rotta della serenità. La ciurma di Novellino dovrebbe battagliare indossando l'ormai consueto abito tattico del 3-5-2, anche se il condizionale diventa d'obbligo dopo le dichiarazioni d'amore al 4-4-2 proferite dallo stesso timoniere montemaranese in conferenza stampa. Bidaoui al fianco di Ardemagni in attacco; Molina mezzala destra e all'arrembaggio degli emiliani badando però pure a non prestare il fianco alle bocche da fuoco carpigiane: Mbakogu e Malcore. Navigare verso orizzonti più sereni o continuare l'Odiessa: l'Avellino è pronto a un match spartiacque.

Avellino – Carpi: le probabili formazioni.

Stadio “Partenio-Lombardi” (ore 15)

Avellino (3-5-2): Radu; Ngawa, Migliorini, Marchizza; Laverone, Molina, Di Tacchio, D’Angelo, Falasco; Bidaoui, Ardemagni. A disp.: Lezzerini, Moretti, Kresic, Camarà, Castaldo, Gliha, Asencio, Paghera, Evangelista, Suagher. All.: Novellino.

Squalificati: nessuno.

Indisponibili: Gavazzi, Lasik, Morosini, Pecorini, Rizzato.

Ballottaggi: Marchizza – Kresic: 60% - 40%; Ardemagni – Castaldo: 60% - 40%.

Carpi (3-5-2): Colombi; Sabbione, Brosco, Poli; Pachonik, Verna, Giorico, Saric, Pasciuti; Malcore, Mbakogu. A disp.: Serraiocco, Brunelli, Vitturini, Romano, Anastasio, Bittante, Mbaye, Calapai, Belloni, Nzola, Saber. All.: Calabro.

Squalificati: nessuno.

Indisponibili: Capela, Carletti, Concas, Jelenic, Yamga, Ligi, Manconi, Prezioso.

Ballottaggi: Pachonik - Calapai: 55% - 45%.

Arbitro: Di Martino della sezione di Teramo. Assistenti: Villa della sezione di Rimini e Robilotta della sezione di Sala Consilina. Quarto uomo: Carella della sezione di Bari.