"Dobbiamo essere consapevoli che questo è un momento di difficoltà e possiamo uscirne soltanto se saremo uniti. A fine partita accettiamo i fischi del tifoso che paga il biglietto e può dire quello che vuole, ma durante la gara avremmo bisogno dell'aiuto della gente. Vi posso assicurare che il gruppo è unito e non vede l'ora di mettere da parte questo periodo negativo ripartendo, magari, dall'ottimo primo tempo disputato contro il Carpi. Anche gli episodi non girano a nostro favore, ma quando le prestazioni sono positive prima o poi la ruota gira". Parole e musica del tecnico dell'Avellino Walter Novellino che, ai microfoni di OttoChannel, ha provato ad esorcizzare il momento negativo vissuto dalla sua squadra sottolineando gli aspetti positivi di una prestazione ottima per 45 minuti a cospetto di una delle squadre candidate alla qualificazione play off. Analizzando, però, i freddi numeri possiamo notare che i biancoverdi stanno vivendo un periodo involutivo assai preoccupante: che fine ha fatto quella squadra battagliera, ben organizzata e a tratti divertente che, rimontando contro l'Empoli in un Partenio versione "dodicesimo", fece sognare addirittura la promozione?
Troppo riduttivo parlare sempre del solito tormentone "Minala al 96'": se è vero che quel derby ha cambiato le sorti di una stagione che,fino al 70' di Avellino-Salernitana, vedeva gli irpini meritatamente primi in classifica, è altrettanto vero che ormai sono passati quasi due mesi ed è tempo di dare un calcio alla crisi facendo leva proprio sulla compattezza dello spogliatoio. I numeri, tuttavia, sono sotto gli occhi di tutti e destano particolare preoccupazione: nelle ultime 10 giornate Castaldo e compagni hanno conquistato una vittoria, 4 pareggi e 5 sconfitte, un bottino di 8 punti e una media appena superiore a quella dell'Ascoli fanalino di coda. Soltanto 9 i gol realizzati (quanto pesa la crisi di Matteo Ardemagni!), 15 quelli subiti: soltanto contro la Salernitana, l'Avellino è riuscito a segnare più di una rete sfruttando, nella circostanza, una maldestra deviazione in porta di un calciatore avversario.
Che sia un problema soprattutto di natura psicologica lo si evince da un altro dato: in sei occasioni l'Avellino ha subito una rimonta. E' accaduto, rispettivamente, contro Bari, Salernitana, Pescara, Perugia, Frosinone e Carpi, talvolta anche a causa di qualche episodio arbitrale discutibile o di episodi- vedi autorete ieri pomeriggio- sfavorevoli. Ora si va a Cittadella, campo che in passato ha regalato tante gioie ai tifosi biancoverdi: l'ultimo e unico successo esterno è storia del 23 settembre scorso, quando gli irpini espugnarono il "Piola" di Novara. La classifica, al momento, vede l'Avellino più vicino alla zona play out che a quella dei sogni, ma il calendario potrebbe strizzare l'occhio ai biancoverdi: dopo Cittadella, infatti, i lupi affronteranno Ascoli, Spezia, Ternana e Brescia, quattro squadre che occupano la zona destra della classifica e ampiamente alla portata. Al campo il compito di ribaltare numeri quasi da retrocessione, ma non in linea con la forza dell'organico.
Redazione Sport