Avellino

Nuova puntata della telenovela relativa al futuro societario dell'Avellino. L'imprenditore Michele Gubitosa, dopo un breve confronto con l'attuale patron Walter Taccone avvenuto ieri pomeriggio a margine di un incontro sulla giustizia sportiva, ha dichiarato quanto segue con la consueta schiettezza: "Come si dice negli affari, con il passare dei giorni le cose vengono fuori. Il professore Taccone ha manifestato, a distanza da poche ore da un diniego assoluto, la volontà di uscire di scena e di vendere l'Avellino. Questo era il primo punto da superare, sussistono altre problematiche che non abbiamo avuto purtroppo il tempo di trattare. Uno di questi riguarda i cosiddetti debiti fuori bilancio: quando un socio vende deve dare delle garanzie precise, non possiamo rilevare un'azienda con 10 milioni di debiti e ritrovarci creditori che bussano alla porta 24 ore dopo chiedendo 50mila euro. Stiamo parlando naturalmente di ipotesi. Queste garanzie Taccone non vuole darle: non ho fretta di comprare, non sono io che dovevo vendere, me ne torno a casa e aspetto l'evolversi della situazione. Se cambieranno idea sanno come trovarmi, la trattativa resta completamente chiusa e le condizioni le dettiamo noi".

Gubitosa prosegue: "Ho reso pubblico la nota e l'ho girata a tutti i giornalisti, ci sono otto punti inderogabili e non c'è nulla che possa farmi cambiare idea e nelle trattative serie funziona così. Non ci sono margini di mediazione: è la mia posizione e di quelli che stanno lavorando con me. Stiamo parlando di un club di serie B e non possiamo fare passi azzardati, se il mio gruppo si muove lo fa per migliorare l'Avellino. Non avrebbe senso iniziare quest'avventura e poi avere problemi: con Taccone le cose stanno andando comunque bene, la sua gestione ha portato dei risultati. Io, però, per fare un acquisto devo essere certo di quello che faccio: rilevo i debiti esistenti, se spuntano fuori situazioni nuove dev'essere chi c'era prima a risolvere la questione. E' come il gatto che si morde la coda: se non ci sono problematiche, perchè non dare queste garanzie? Tassello dopo tassello sto vedendo sempre più luce, le guerre e le battaglie si vedono alla fine del percorso". Gubitosa non nasconde le sue preoccupazioni: "Mi agita il caso Catanzaro. Ma una persona come me, che è uscita dall'Avellino pochi mesi fa e che sta studiando meticolosamente ogni angolo buio, non è sinonimo di garanzia? Io mi preoccuperei se qualcuno entrasse a capofitto senza preoccuparsi di debiti e situazioni particolari. Sono avventurieri e basta. A distanza di meno di un anno sto analizzando ogni rischio che corro, penso che nessuno può accusarmi di nuovo. Il mio gruppo è formato da sei aziende, siamo persone molto serie. Oltre alle mie aziende ho tanti amici che successivamente potrebbero aiutarmi, stavo cercando io di fare questo passo, ma per ora si è risolto soltanto il primo problema, quello delle quote: tutto detto verbalmente, non per iscritto. Garanzie non ne abbiamo".

Infine un retroscena: "Ferullo è un enigma.Non solo ha il 15% ma si è presentato nel mio ufficio dicendo che poteva gestire una percentuale molto superiore. Mi vergognerei io per lui, parlava di una sorta di compromesso: non è una cosa credibile, non ne ho parlato nemmeno con Taccone. E' accaduto tre giorni fa, quando sono tornato dalla Cina. L'ho mandato via. Taccone merita comunque rispetto, a prescindere da quello che accadrà sono certo che l'Avellino avrà un futuro importante"

Redazione Sport