Benevento

Le voci, apparse su alcuni organi di informazione, di un coinvolgimento di Roberto De Zerbi nell'inchiesta che ha condotto all'arresto di Ruggiero Massimo Curci, vice presidente del Foggia Calcio, accusato dal Gip di Milano di una serie di reati di natura fiscale e di autoriciclaggio, hanno provocato la giusta reazione da parte dell'allenatore giallorosso. Parte del denaro riciclato sarebbe finito nelle casse della società sportiva nelle stagioni 2015-16 e 2016-17. Nel mirino, dunque, erano finiti Roberto De Zerbi e il suo vice Davide Possanzini che avrebbero intascato somme intorno ai 15.000 euro ciascuno, nella stagione 2016-17. Stagione in cui tra l'altro i due rimasero sotto contratto col Foggia solo per alcuni mesi prima di sottoscrivere l'accordo col Palermo. Nell'elenco figurano anche i giocatori Guarna, Floriano, Sarno, Chiricò, Empereur, Vacca, oltre ad alcuni loro procuratori. Tra i calciatori ci sono anche Iemmello relativamente alla stagione 2015-16, e Arcidiacono. Tutti i calciatori hanno escluso pagamenti in nero. Stamani è giunta anche la nota dell'avvocato Marcello D'Onofrio che difende Roberto De Zerbi. Una nota che riportiano integralmente.

“Scrivo la presente in nome e nell'interesse del sig. Roberto De Zerbi, presso il mio studio elettivamente domiciliato ai fini della presente, per contestare il contenuto delle affermazioni riprese in questi giorni da taluni organi di stampa, secondo le quali il mio assistito, ai tempi in cui risultava tesserato del club Foggia Calcio, avrebbe percepito compensi in forma non ufficiale. A tal uopo, significo che il sig. De Zerbi ha appreso con stupore dell'esistenza di tali vicende riguardanti la propria persona direttamente dalle citate fonti giornalistiche, non essendo mai stato ascoltato dagli inquirenti, né in qualità di persona informata dei fatti, né in nessun'altra veste. Tengo comunque a rimarcare la sua assoluta estraneità rispetto a fatti contestati, avendo egli ricevuto ogni forma di elargizione retributiva in forma ufficiale, attraverso regolare bonifico bancario. Pertanto ogni tentativo di infangare il buon nome e la reputazione del sig. De Zerbi sarà fermamente opposto e perseguito in ogni sede”. Avv. Marcello D'Onofrio