San Salvatore Telesino

Non sarà riesumato il corpo della povera Maria, 9 anni, la bimba di nazionalità rumena che era stata rinvenuta senza vita il 19 giugno 2016, morta annegata, nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino. Lo ha disposto il pm Maria Scamarcio, che aveva fissato per il 13 dicembre il disseppellimento della salma, dopo la riserva di incidente probatorio presentata martedì scorso dall'avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Cristina Ciocan, 31 anni, indagata al pari del fratello Daniel, 22 anni (è assistito dall'avvocato Giuseppe Maturo) per la tragica fine della piccola, loro connazionale. Per il giovane le ipotesi di reato di violenza sessuale ed omicidio, quest'ultima in concorso con la sorella.

Per il legale, ora, dieci giorni a disposizione, a partire dal 5 dicembre, per depositare la richiesta di incidente probatorio al Gip, che, nel caso in cui ritenesse necessario fissarlo, dovrebbe nominare un perito. Non sarebbe dunque il professore Franco Introna, come consulente del Pm, ma uno specialista scelto dal giudice ad occuparsi dell'ulteriore accertamento tecnico irripetibile proposto dalla Procura dopo l'autopsia eseguita circa un anno e mezzo fa dal professore Claudio Bucellli e dalla dottoressa Monica Fonzo.

Esp