di Marco Festa
Un fiume in piena. Walter Taccone, intervenuto telefonicamente ieri sera nel corso di Derby Serie B - in onda ogni sabato alle 21 su 696 TV (OttoChannel) - si è soffermato con una riflessione ad ampio respiro sul momento in casa Avellino: come sempre, senza peli sulla lingua. Nel corso del collegamento, duro affondo all'ex socio Michele Gubitosa, tornato alla carica nelle ultime settimane per l'acquisizione totale della società: “Gubitosa? Mi sono stancato di fargli pubblicità. In camera caritatis mi dice delle cose, davanti alle telecamere altre. Non va bene. Io non faccio così, sono coerente. Non mi è piaciuto, inoltre, che in occasione dell’incontro dello scorso lunedì, all’arrivo in un noto albergo cittadino dove eravamo entrambi presenti per un convegno, lui si è subito soffermato davanti ai microfoni mentre io avevo dribblato i giornalisti spiegando che eravamo lì per un’altra ragione. Il convegno, per l’appunto. Ha uno spirito di protagonismo davvero fuori luogo. Se vuole essere protagonista c’è una semplice cosa da fare: mettere mano alla tasca e tirare fuori i soldi. Per me l’argomento è chiuso, morto e sepolto. Non accetto più domande su Gubitosa.”
Tra i temi toccati, ovviamente, anche l'imminente processo sportivo per la presunta tentata combine di Catanzaro - Avellino del 5 maggio 2013. Venerdì, a Roma, presso il TFN, l'udienza con le richieste di pene da parte della Procura Federale: “Spero di non essere deferito per altri motivi: perché andrò a Roma per far valere fortemente le mie e le nostre ragioni. Alla giustizia sportiva dirò che l’Avellino, oltre ad essere stato penalizzato da questa sciocchezza messa in giro lo sarà nel mercato di gennaio: chi volete che venga ad Avellino se si pensa che ci retrocedono. A chi dovrò chiedere i danni una volta che ne usciremo puliti, come deve essere? Non ci sono intercettazioni, non c’è nulla. Da cosa dovrei difendermi? Dal fatto che non ho mai conosciuto Cosentino se non pochi minuti prima della partita? Lo hanno detto tutti. Chiunque. Avanzassero pure la loro ipotesi di reato, io non mi fermo, a costo di dimettermi dalla carica di presidente per chiedere i danni, come persona civica, una volta assolti. Il calcio è una cosa seria e non si può ridurre a una barzelletta.”
Si era però partiti, come giusto che fosse, dal calcio giocato col prezioso pari rimediato in extremis dall'Avellino a Cittadella: “Credo che il punto conquistato a Cittadella sia veramente importante. Eravamo in dieci, al cospetto di una squadra reduce da tre vittorie consecutive e che vincendo sarebbe stata prima in classifica: sicuramente va spesa una nota di merito per i ragazzi. Il risultato ci premia, il Cittadella oggettivamente ha fatto più di noi. Siamo stati bravi a superare tante difficoltà, tra cui l’assenza improvvisa del nostro migliore difensore, Migliorini, che ha costretto Novellino a cambiare radicalmente la difesa. I primi trenta minuti sono stati brutti, superata la sfuriata del Cittadella, nel secondo tempo, abbiamo giocato da Avellino. Recuperare per due volte, la seconda volta in inferiorità numerica, non era facile e non lo sarebbe stato per nessuna squadra. Onore e merito a tutti. Abbiamo dimostrato di avere gli attributi per conquistare la permanenza in Serie B e magari ambire ai play off, che era il nostro obiettivo a inizio stagione ed è stato solo momentaneamente accantonato anche per via delle tante difficoltà, mi riferisco agli infortuni importanti di giocatori importanti su quali avevamo costruito la squadra. Mi aspettavo che Marchizza giocasse, dispiace per la sciocchezza commessa Suagher: ci ha messo in difficoltà, sono cose che non possiamo accettare soprattutto da un giocatore importante, così non va bene.”
Così su Novellino e il calciomercato: “Il nostro allenatore l’anno scorso ha fatto un girone di ritorno, più un finale del girone di andata ad altissimo livello. Era un dovere confermarlo e non rimpiango la scelta. Non sono scontento di come stiamo giocando, piuttosto i risultati, al momento, non sono allineati con quello che ci aspettavamo. Il mercato? Devo aspettare l’evolversi di una serie di situazioni. Il primo obiettivo è recuperare Gavazzi: i medici che lo hanno in cura mi hanno detto che dovrebbe essere pronto per la prima giornata del girone di ritorno. Il suo recupero ci permetterebbe di riavere una pedina fondamentale: sarebbe il primo vero rinforzo. Poi Novellino dovrà dire, a me e ai direttori, che intenzioni ha; in primis sul modulo secondo cui orienteremo le trattative: cercheremo di accontentarlo nei limiti del possibile, che non vuol dire fare un mercato al risparmio. Si possono però prendere tanti giocatori importanti in prestito pagandogli solo l’ingaggio. I tifosi stiano tranquilli: interverremo secondo le indicazioni del mister; scelte di cui si assumerà le responsabilità, come ha sempre fatto, anche perché ci aspettiamo un girone di ritorno migliore di quello di andata.”
Capitolo a parte quello relativo a Matteo Ardemagni: “Ardemagni è il calciatore che abbiamo messo al centro del nostro progetto in attacco. Vorremmo continuare a contare sul ragazzo per il prosieguo del campionato, per doti tecniche ed umane. Dobbiamo però metterlo in condizioni di giocare in area di rigore, di essere il nostro cecchino, senza sfiancarlo all’inseguimento gli avversari. A Novellino il compito di sfruttarlo al massimo. Non siamo contenti delle sue ultime giornate, è chiaro, ma era e resta un giocatore fondamentale per noi, è fuori discussione; è il nostro punti di riferimento e continuerà a esserlo. La speranza è che ritrovi il gol: gli attaccanti se non segnano iniziano ad andare in crisi, come innamorati che si disamorano per un momento della propria fidanzata perché non riescono ad accontentarla. Non lo vedo più felice come una volta.”
Prove di pace tra squadra e tifoseria: “Ci auguriamo di sanare la frattura con i nostri tifosi: averli contro non è una cosa piacevole. Sono felice che la squadra sia stata chiamata sotto il settore ospiti per una sorta di patto di non belligeranza: è stata apprezzata la voglia di lottare, i miei ragazzi non aspettavano altro. Il pubblico non è un attore passivo, soprattutto ad Avellino. C’è solo da continuare a sudare la maglia e raccogliere, con il loro sostegno, il massimo possibile nelle prossime tre cruciali partite prima del giro di boa.”