Sotto le luci sfavillanti, nella presunta opulenza della Salerno che passeggia tra le vetrine, i bus carichi di turisti, gli alberghi e i b&b strapieni, c'è chi rischia di morire di freddo. Da solo, per strada. Avvolto in coperte di cartone, esposto al vento, alla pioggia e al freddo intenso di questi giorni.
E' accaduto l'altra sera. Nel centro storico, cuore della movida, cuore delle luci d'artista. In vicolo Guaifiero IV. Un giovane francese, un clochard, è stato trovato in coma. Molto probabilmente – dalle prime indicazioni dei medici – per una febbre mal curata.
Il ragazzo è stato soccorso dagli agenti della polizia municipale. I caschi bianchi hanno subito avvisato il 118. Sul posto le ambulanza della Croce rossa. Il giovane – privo di conoscenza – è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Ruggi d'Aragona. Dopo le prime cure il clochard si è ripreso. Le sue condizioni restano gravi, è molto debilitato. Ma non correrebbe pericolo di vita.
La storia riporta in primo piano le difficoltà del popolo degli invisibili che trascina la vita tra le strade salernitane. Molte associazioni si prodigano per sostenerli, in particolare nelle fredde notti invernali. Ma non è semplice. E i fondi a disposizione molto pochi.
Resta il contrasto evidente. Tra le luci milionarie e chi rischia di morire per una banale febbre. Gli invisibili diventano fantasmi, proprio nei giorni di Natale. Stonano troppo con l'immagine di una Salerno colorata da shopping e turisti. Ma sono tanti, e sono anche lo specchio fedele di un disagio che cresce. Far finta che non esistano non è la soluzione.