Le dichiarazioni del direttore sportivo Angelo Fabiani rilasciate in esclusiva alla redazione di Otto Channel durante la trasmissione Derby in onda su OttoChannel subito dopo la sconfitta di Carpi avevano un duplice scopo: far capire a calciatori e staff tecnico che la maglia granata è una cosa seria e che trovare continuamente alibi e giustificazioni non aiuterà certamente a lavorare sugli errori. A rincarare la dose fu il presidente Claudio Lotito intercettato dai colleghi del quotidiano "Il Mattino", uno sfogo in piena regola che lasciò intendere che, in realtà, il rapporto di fiducia con l'allenatore era logoro e che si aspettava soltanto qualche ulteriore passo falso per il classico ribaltone. In effetti è stato il mentore di Bollini Joseph Minala a salvargli la panchina in due occasioni: contro il Pescara (era già stato allertato Liverani, sondato telefonicamente da Lotito per tutta la settimana) e ad Avellino, quando al suo posto era pronto Angelo Gregucci anche a costo di rinunciare al ruolo di vice di Mancini allo Zenit. Poi i dodici risultati utili consecutivi, il sogno play off e tanti record battuti prima dell'incredibile ed inspiegabile frenata, quando parte della squadra sembrava avesse perso entusiasmo e motivazioni. Morale della favola? Esonero comunicato sabato pomeriggio negli spogliatoi e rimbrotto pubblico di Lotito con i giornalisti.
La conferenza pre Venezia non è piaciuta alla proprietà
Non è la prima volta, tuttavia, che la società bacchetta gli allenatori pubblicamente. Se da un lato Sannino e Torrente hanno goduto di fiducia illimitata anche quando il ribaltone sembrava inevitabile, dall'altro ci sono stati tecnici che non hanno fatto neanche in tempo a sedere sulla panchina e ad ambientarsi. Il caso Galderisi è emblematico. Dopo la prima partita di campionato, dominata dalla Salernitana e persa quasi esclusivamente per errori arbitrali grossolani, il patron intervenne in diretta televisiva annunciando la volontà di cambiare guida tecnica e invitando il mister a cambiare moduli e atteggiamento tattico. Preludio all'esonero consumatosi 180 minuti più tardi, con la Salernitana ultima in classifica e un gruppo particolarmente nervoso.
Anche il povero Perrone, dopo due anni di idillio, non si è sottratto alla furia del patron che, evidentemente, non gli perdonò la "fuga" pre partenza per il ritiro. Il tecnico laziale ereditò una situazione complessa e una squadra incompleta, ma dopo ogni sconfitta ecco il tormentone del "manico" al quale furono date tutte le colpe dimenticando che sia il suo precedessore, sia il suo successore non riuscirono a fare certamente meglio. Perrone fu costretto ad allenare la squadra in un clima surreale dopo il ko di Lecce e dopo la riunione fiume del Mediterranea, quando furono mandati via calciatori e dirigenti e si fece intendere che Perrone restava al suo posto soltanto perchè non era stata trovata una alternativa. Un vero peccato, dal momento che soprattutto umanamente è stato un professionista esemplare a Salerno.
Lo show di Lotito contro il Matera
Somma, invece, non ha neanche fatto l'esordio in campionato ed è andato via per frizioni con la dirigenza e con l'avallo della società. "Ci sono troppe chiacchiere" disse Lotito al tecnico, cui esperienza a Salerno è durata soltanto per due amichevoli estive e una sfida di coppa Italia persa ad Alessandria. La conferenza stampa fiume al Polo Nautico è ancora cliccatissima sul web. Lo stesso Menichini, pur difeso pubblicamente, si è imbattuto nella rabbia di Lotito: come dimenticare lo show del patron in tribuna durante la sfida con il Matera, con il trainer di Ponsacco che commise una serie incredibile di errori sfiorando davvero l'esonero. E' evidente che fare l'allenatore a Salerno è difficile non solo per le pressioni della piazza (che, ad esempio, avrebbe accolto male Inzaghi, che oggi è considerato il top player d'Italia), ma anche e soprattutto per gli umori societari. Ora Lotito, molto restio a cambiare guida tecnica a Roma, si riscopre "mangiallenatori" a Salerno. Solo in serie D non c'è stato nessun esonero, per il resto è andata male a Galderisi, Sanderra, Perrone, Somma, Torrente, Sannino e Bollini, per lo stesso Menichini si può parlare d'esonero perchè non fu riconfermato dopo la promozione pur avendo un contratto. La speranza è di aprire un ciclo con il prossimo mister, per avviare finalmente un progetto importante
Gaetano Ferraiuolo