Benevento

"Avvocà, chesta è 'na cattiveria", si era sfogato prima di entrare, manette ai polsi, accompagnato dalla polizia penitenziaria, nella stanza del gip Flavio Cusani per l'ìncidente probatorio, la fase procedurale che permette l'acquisizione della prova prima del dibattimento. Era lo scorso 7 novembre quando Ottopagine aveva dato conto dell'appuntamento chiesto dal pm Marcella Pizzillo nell'indagine a carico di un 40enne partenopeo, accusato di abusi sessuali ai danni di un ex compagno di cella – un 30enne di Benevento - , anch'egli detenuto .

“Voglio farmi 20 anni di galera per altri reati, ma non per questo. E' 'na schifezza”, aveva ripetuto l'uomo, che questa mattina è stato arrestato sulla scorta di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere adottata dal dottore Cusani, su proposta del sostituto Pizzillo, alla luce degli elementi emersi nel corso di quell'udienza di poco più di un mese fa. Quando lui aveva incrociato lo sguardo del suo accusatore – entrambi sono ospiti di due diverse strutture -, che in quella occasione aveva ribadito le circostanze al centro dell'inchiesta.

I fatti risalgono allo scorso 13 luglio, si sarebbero verificati nella casa circondariale di contrada Capodimonte. L'indagato avrebbe riservato le sue 'attenzioni' al giovane, assistito dall'avvocato Federico Paolucci. L'avrebbe fatto in due distinti momenti, in serata, nonostante il tentativo di resistenza del malcapitato, che quelle condotte le aveva denunciate il giorno successivo, dando il là all'attività investigativa della polizia penitenziaria, sfociata, come detto, nell'arresto. Domani, a Napoli, per rogatoria, l'interrogatorio di garanzia per il 40enne, difeso dagli avvocati Nico Salomone e Giovanni Zannino.

“La tempestiva richiesta dell’incidente probatorio e l’evidente risultato utile dello stesso garantiscono il quadro probatorio anche in sede dibattimentale – spiega in una nota il Procuratore Alkdo Policastro -. In questo modo la Procura si è fatta carico di tutelare una vittima particolarmente vulnerabile le cui dichiarazioni sono state ritenute attendibili dal Gip sia a livello intrinseco che a livello estrinseco. La misura concessa dal Gip che ha adeguatamente valutato l’attività compiuta, dandone articolata motivazione, fornisce un’adeguata risposta in termini di tutela della vittima e previene la consumazione di reati dello stesso tipo a danno di altri detenuti”.

Esp