Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Dopo le proteste dei lavoratori, sulle sorti della piscina comunale piomba la magistratura. Questa mattina i carabinieri del nucleo investigativo, al comando del capitano Quintino Russo, hanno "visitato" gli uffici del Comune. E acquisito documentazione relativa all’impianto di via De Gasperi. A partire dalla convenzione stipulata fra l’Ente di Piazza del Popolo e la Polisportiva Avellino del Gruppo Cesaro. Risale al 2006 il project financing da 4 milioni e 400 mila euro che ha permesso alla struttura di vedere la luce.

Nei giorni scorsi l’assessore al Patrimonio Paola Valentino aveva annunciato la volontà di rescindere la convenzione. La scelta del Comune è motivata dal debito che la società dei Cesaro ha nei confronti del credito sportivo e del quale proprio il Comune è garante. Si parla di una cifra vicina agli 800mila euro.

La Valentino aveva manifestato la propria vicinanza ai lavoratori. Protagonisti di uno sciopero durato tredici ore di fronte all’impianto di via De Gasperi.

La Cgil irpina, con il segretario generale Franco Fiordellisi, aveva poi presentato una denuncia ai carabinieri. Nella quale chiedeva di far luce su due aspetti. Il personale impiegato nella struttura e il presunto rapporto della polisportiva con società terze per lo svolgimento di alcune attività.  A insospettire i sindacati alcune persone che sarebbero entrate nella piscina, chiarendo di essere abbonate, durante lo sciopero. Senza poi uscire. Alla denuncia era seguita una prima ispezione dei carabinieri.

Se il sopralluogo di questa mattina sia legato a questo o altri aspetti non è ancora chiaro. Gli inquirenti mantengono, comprensibilmente, il massimo riserbo. E l’indagine, come avrete capito, è solo all’inizio. Non la prima inchiesta incentrata sui dipendenti della struttura. Nel 2016 l'ispettorato del lavoro aveva denunciato la presenza di maestranze "impiegate in nero" nella piscina. Denuncia alla quale era seguita un'indagine della Guardia di Finanza.

Per ora l’unica risposta della polisportiva è arrivata attraverso una nota stampa. Con la quale la dirigenza ha respinto seccamente le accuse dei sindacati, spiegando che le spettanze arretrate saranno  versate entro la metà di dicembre. E chiarendo come non vi sia alcun tipo di irregolarità.