Salerno

14 dicembre 1997, in campo le due migliori squadre della serie B: la capolista Venezia del concreto Novellino, la spettacolare Salernitana del "profeta" Delio Rossi, due modi diversi di intendere il calcio, ma una garanzia assoluta per la categoria. Si giocava al "Penzo", ma sembrava di essere all'Arechi: migliaia di salernitani decisero di partire alla volta del Veneto sognando il sorpasso in vetta alla classifica a cospetto di un avversario assai temibile, ma privo di bomber Stefan Schwoch, appiedato per un turno dal giudice sportivo al pari di Edoardo Artistico, sostituito da Greco. Il pubblico locale, inizialmente ostile, dovette inchinarsi a cospetto della Salernitana, capace di vincere addirittura per 3-0 al termine della classica partita perfetta. Prima di quella gara, il cavalluccio marino aveva lanciato un segnale inequivocabile a tutto il torneo cadetto: vittoria in scioltezza sul Genoa, nessuna partita persa, Arechi inviolabile per tutti, successo su big del campionato come Verona, Reggiana, Perugia e Pescara a suon di gol e una tifoseria che, come non mai, sognava il grande salto 50 anni dopo aver soltanto assaporato la A, persa per la sconfitta con la Roma scaturita da una grave disattenzione dell'arbitro Pera.

L'avvio di gara sembrava tutto di marca arancioneroverde, con Cossato scatenato e un centrocampo aggressivo proprio come chiedeva Novellino. Tutto cambiò dal 20' in poi, con un vero e proprio assalto granata che sortì gli effetti sperati. Una prodezza di Di Vaio su punizione permise agli ospiti di passare in vantaggio a metà primo tempo, una sassata a pelo d'erba che pietrificò Gregori, sin lì protagonista con almeno tre parate determinanti. Nella ripresa l'apoteosi granata: magia di Di Vaio con un tiro a volo imprendibile, zampata del solito Greco su assist di Tosto dalla sinistra: tutto troppo bello, ancor di più perchè nel finale la Salernitana sfiorò a ripetizione la quarta marcatura sulle note de "la capolista se ne va", coro intonato anche dai calciatori durante il viaggio di ritorno e che accompagnò la Rossi band fino alla serie A. Altri tempi, altro calcio: chi c'era quel giorno al "Penzo" non dimenticherà mai una delle vittorie più belle della quasi secolare storia granata. Fu soltanto l'inizio di un grande sogno...

Gaetano Ferraiuolo