di Marco Festa - Inviato a Roma

Il momento del processo sportivo di primo grado sulla presunta tentata combine di Catanzaro - Avellino del 5 maggio 2013 è arrivato. Alle 10 l'inizio del dibattimento a Roma presso il Tribunale Federale Nazionale in via Campania, 47. Rivivi la cronaca testuale in tempo reale di Ottopagine.it.

Ore 11:15 - Si è concluso il dibattimento. A breve le razioni a caldo su Ottopagine.it e OttoChannel.tv

Ore 11:12 - Retrocessione all'ultimo posto e 3 punti di penalizzazione da scontare nella stagione 2018/2019 la richiesta a carico del Catanzaro.

Ore 11:08 - L'avvocato Chiaccio: "Per una richiesta così seria è necessario avere prove concrete. Non è stato convocato un solo calciatore dell'Avellino per un'audizione. Chiacchio cita il caso Doni ai tempi dell'Atalanta e si fa prendere dalla fogo nella sua arringa: non esistono riscontri oggettivi dei soggetti che avrebbero attuato la combine."

Ore 11:06 - Retrocessione all'ultimo posto in classifica e -3 in classifica nella stagione 2018/2019 la richiesta a carico dell'U.S. Avellino. Via all'arringa difensiva dell'avvocato Chiacchio.

Ore 11:04 - Marco Pecora: la richiesta della Procura è di 6 mesi di squalifica e 30mila euro di ammenda per omessa denuncia.

Ore 11:02 - Si dibattono la posizione di Francesca Muscatelli e Marco Pecora, ex dirigenti del Catanzaro deferiti per omessa denuncia. 6 mesi di inibizione e 30 mila euro di ammenda chiesti dalla Procura Federale a carico di Francesca Muscatelli.

Ore 10:56 - Tre anni di squalifica e 50mila euro di ammenda la richiesta a carico di Andrea Russotto: "Invece di essere con i miei compagni sono qui a parlare per un tiro sbagliato di un centimetro in un momento felice della mia vita perché la mia compagna aspetta un bambino." La Procura replica: "C'erano riferimenti a quell'azione in una intercettazione."

Ore 10:52 - La Procura ha chiesto 4 anni di inibizione e 60mila euro di squalifica per Armando Ortoli, direttore sportivo del Catanzaro all'epoca dei fatti.

Ore 10:42 - Sabrina Rondinelli, legale di Giuseppe Cosentino, chiede l'improcedibilità del deferimento quale promotrice della pregiudiziale riguardante Ambra Cosentino: "Era fondamentale ascoltarla e la Procura ha fatto pressione per ascoltare prima della data prefissata."

Ore 10:38 - Cinque anni di squalifica e 70mila euro (20mila per i presunti pagamenti in nero all'ex tecnico Cozza) la richiesta a carico di Giuseppe Cosentino.

Ore 10:37 - "Sono quattro mesi che non vivo più." Il lapidario commento di Vincenzo De Vito.

Ore 10:33 - Michele Cozzolino, dello studio Chiacchio, chiede l'improcedibilità del deferimento.

Ore 10:28 - Inibizione di 4 anni e ammenda di 40mila euro la richiesta a carico del direttore sportivo dell'Avellino Vincenzo De Vito.

Ore 10:25 - La Procura ribatte a Massaro e Taccone e avanza le motivazioni per il deferimento a carico di Vincenzo De Vito: “Crediamo nella ragionevolezza della nostra ricostruzione, questo tipo di accordi si concretizza tra massimi dirigenti e lo dimostrano le conversazioni tra Cosentino e Ortoli. Ortoli fa riferimenti alla figura di Enzo, riconducibile a Vincenzo De Vito."

Ore 10:23 - Il presidente Taccone prende la parola: "Non ho conosciuto se non cinque minuti prima della partita il presidente Cosentino. Chi può ipotizzare che in cinque minuti si possa combinare una partita? Non è mai stata trovata una telefonata tra me e Cosentino: se qualcuno volesse ipotizzare anche una semplice e presunta amicizia tra noi, perché non c'è traccia di un semplice messaggio di auguri? Ringrazio la corte per avermi ascoltato."

Ore 10:22 - L'avvocato Massaro chiede il proscioglimento di Walter Taccone: "Le intercettazioni si prestano a mille interpretazioni, sono inidizi che consentono di addivenire all'aggiustamento della partita. Walter Taccone non figura in nessuna intercettazione, né direttamente, né indirettamente."

Ore 10:18 - Chiesti cinque anni di inibizione e 70mila euro di multa per il presidente Walter Taccone.

Ore 10:17 - Scintille in aula. La Procura evidenzia che non ci sono intercettazioni a carico del presidente Walter Taccone, ma che ci sono riferimenti negli elementi probatori che fanno a lui riferimento. Taccone sbotta: "Si dica chiaramente che il mio nome non figura in questa vicenda". Il presidente Mastrocola invita a non interrompere l'accusa.

Ore 10:10 - Le difese sollevano una questione pregiudizione dell'udienza, la Procura argomenta le sue motivazioni.

Ore 10:07 - Iniziato il dibattimento.

Ore 10:00 - E' arrivato anche Giuseppe Cosentino, all'epoca dei fatti presidente del Catanzaro.

Ore 9:57 - Giunti al TFN anche il presidente Walter Taccone e il direttore sportivo Vincenzo De Vito.

Ore 9:56 - L'avvocato Massaro: "Il presidente Taccone è tranquillo. Sono fiducioso in merito al felice esito di questa vicenda."

Ore 9:55 - L'avvocato Chiacchio è arrivato in Tribunale: “Mi sento fiducioso, sono consapevole che si tratta di un processo di estrema gravità ma ciò non ci spaventa anzi siamo pronti a lottare e portare il miglior risultato possibile a casa”.

Ore 9:45 - In via Campania è arrivato l'attaccante Russotto, ora al Catania.

Ore 9:21 - Comunicata la commissione giudicante: presidente Cesare Mastrocola, vice presidente Mario Antonio Scino, componenti Paolo Clarizia, Gaia Golia, Pierpaolo Grasso. L'elenco dei deferiti: Walter Taccone (all'epoca dei fatti presidente dell'U.S. Avellino), Vincenzo De Vito (all'epoca dei fatti direttore sportivo dell'U.S. Avellino), Giuseppe Cosentino (all'epoca dei fatti presidente del Catanzaro Calcio), Armando Ortoli (all'epoca dei fatti direttore sportivo del Catanzaro Calcio), Andrea Russotto (all'epoca dei fatti presidente del Catanazaro Calcio), Francesca Muscatelli (all'epoca dei fatti soggetto che svolgeva attività all'interno e/o nell'interesse dal Catanzaro Calcio), Marco Pecora (all'epoca dei fatti amministratore delegato del Catanzaro Calcio), le società U.S. Avellino e Catanzaro Calcio.

Ore 9:20 - Prime indiscrezioni sul processo. La sentenza di primo grado arriverà dopo mercoledì.