(effe) - I consiglieri del Movimento 5Stelle di Benevento rilanciano sulla movimentazione di quote societarie da parte di Gesesa e degli enti che la partecipano. A quanto si apprende, è in corso una nuova composizione del capitale partecipato attraverso l'emissione di 1000 nuove quote ognuna dal valore di 51,65, il tutto a detrimento della quota posseduta dal comune di Benevento che, azione più azione meno, detiene il 38 per cento.
Ma mentre i 5Stelle si concentrano sul potere contrattuale del comune capoluogo sannita, che ovviamente ne cederebbe parte nel caso la delibera in questione passasse in assemblea e fosse valutata legittima dai revisori dei conti, un'altra delle letture possibili dietro questa operazione è che l'allargamento di Gesesa ai comuni ricadenti nell'Ato Calore Irpino rappresenti una sorta di testa di ponte con la fusione per incorporazione dell'Alto Calore servizi.
L'Acs, a differenza di Gesesa, pur gestendo un gettito di denaro contante di notevole portata, si dibatte da anni con una esposizione debitoria in bilancio che supera di molto i cento milioni di euro. I tentativi del presidente De Stefano di ricontrattualizzare larga parte dei dipendenti (tantissimi amministrativi in una società che “vive” di tecnici e manutentori) sono sempre stati affossati dai sindacati. Gesesa, che in passato ha detto ufficialmente di non essere interessata all'Acs, attraverso questo “allargamento” vuole probabilmente ricondurre la trattativa su binari più consoni, facendo pesare politicamente una platea pubblica di notevole peso, visto che tra i comuni in procinto di acquisire quote c'è anche (circostanza per il momento non smentita ufficialmente ma neanche confermata) il comune di Avellino.
Ritenendo politicamente devastante e impensabiole che il capoluogo (a chiara impronta Pd) acquisisca quote di Gesesa lasciando al proprio destino l'Acs, retto da una maggioranza di sindaci dem-votati, l'ingresso di Avellino in Gesesa ha altri obiettivi, sicuramente. In soldoni e a pensarla con malizia, questa transumanza di quote potrebbe essere un primo passo per puntare i piedi e “costringere” Gesesa a inserire l'acquisizione di Acs (debiti inclusi) tra le priorità. Con il placet di Gesesa che, in cambio, si vedrebbe aprire autostrade per volumi d'affari di portata maggiore. Ma questa, ovviamente, è fantasia.
Per adesso è ufficiale soltanto che Gesesa apre le porte all’ingresso di 39 centri dell’Irpinia “per dare attuazione ad una strategia operativa preordinata al potenziamento della società e all’ottimizzazione delle risorse e delle dinamiche tese al perseguimento degli obiettivi imprenditoriali”.
Sotto elezioni manovre del genere sono sempre da decifrare e quando una società è partecipata gli occhi da tenere aperti sono sempre più d'uno. Di qui, spiegabili, le fibrillazioni in seno alla maggioranza beneventana. Oltre alla cessione di quote da parte del comune, visto che il capitale sociale crescerebbe dagli attuali 534.990,70 euro fino a 586.640,70 euro (Benevento non rappresenterebbe più il 38 per cento ma meno).
La divisione in maggioranza a Benevento è tra i mastelliani da un lato (favorevoli alla cessione di quote) e Forza Italia e Udc dall'altra (contrari). I 5Stelle sull'argomento, come al solito, sparano ad alzo zero: presenteranno un ricorso alla Consob nel caso l'operazione si compia senza che vengano convinti della sua utilità.