E' stato condannato in primo grado a 16 anni per omicidio volontario il 42enne Davide Sanzone. Nel luglio scorso a Nocera Inferiore aveva ucciso l'infermiere dell'ospedale Umberto I Maurizio Fortino. Sanzone ha scelto il rito abbreviato. Si partiva da un massimo di 24 anni di reclusione. Il risarcimento danni per la famiglia della vittima è di 400mila euro. Ad aggravare la sua situazione il fatto che l'omicidio fosse avvenuto davanti ad un minore. Si tratta proprio della figlia di Sanzone, una bambina di soli 8 anni.

A scatenare la violenza un movente passionale. Tutto era successo infatti a casa della ex compagna di Sanzone. La colluttazione che aveva preceduto l'omicidio era nata dall'ira provocata dall'aver trovato l'infermiere 52enne a casa della donna. Sanzone era da poco tornato da Milano e aveva deciso di andare nell'abitazione della donna, in via Origlia, per vedere la figlia.

Ad aprirgli la porta era stata proprio la sua ex, ma quando il 42enne aveva visto Fortino era andato fuori di testa. I due sarebbero prima venuti alle mani, poi l'infermiere sarebbe stato colpito all'addome con un coltello, riuscendo comunque a scappare fuori dall'abitazione e a salire sul suo scooter.

Fortino aveva percorso diversi metri per poi accasciarsi a terra, prima di essere soccorso da un automobilista e portato in ospedale dove ormai purtroppo per lui non c'era stato più nulla da fare. A causare la morte una forte emorragia. Sanzone, che in un primo momento si era allontanato dalla casa della sua ex, era stato poi arrestato dalla polizia mentre cercava di farvi ritorno.

Ad allertare gli agenti i vicini di casa della donna che avevano udito le grida provenire dall'appartamento di via Origlia.

Sentito dai magistrati nei giorni seguenti, Sanzone aveva confessato di aver colpito a morte l'infermiere.

S.B.