Nel corso di Ottogol è intervenuto il presidente Oreste Vigorito. Ecco le importanti dichiarazioni del massimo dirigente giallorosso: “Non sono felice per la delusione che stiamo dando alla città e al pubblico. Ci metto la faccia per chiedere a tutti se è vero che è finito un sogno. Non abbiamo ancora chiuso le bandiere negli armadi. I colpevoli siamo tutti, io per primo e altri che hanno operato. Sicuramente non siamo dei suicidi perché non c'era alcuna intenzione di fare questo campionato che doveva essere degno di una tifoseria come la nostra. Vorrei che la gente ci credesse insieme a me per lottare fino alla fine. Abbiamo dato più di quanto ci si aspettava, soprattutto negli ultimi anni. Adesso la dignità dovrebbe portare tutti noi a capire che stiamo facendo qualcosa di inimmaginabile. Chi sta davanti a noi deve sapere che non siamo ancora retrocessi, ma solo quando ci sarà il verdetto della matematica. Abbiamo fatto sicuramente degli errori, ma pensare che i calciatori non onorano la maglia è sbagliato. Il primo a essere dispiaciuto sono io e mi sento mortificato perché non sto regalando un sogno che tutti aspettavano. Vorrei non andare in B per non togliere qualcosa a coloro che hanno solo il calcio come soddisfazione nella vita. Se questa volta ci torniamo dopo un anno avremo sicuramente delle responsabilità, ma ci ritroveremo in una categoria sognata per 87 anni. Un mio interessamento per la Salernitana? Non ho bisogno di smentire. Non sono il presidente che ha scelto di fare calcio per guadagnarci, anzi sono io che sto dando qualcosa al calcio e se ho scelto Benevento è perché volevo starci. Salerno è una piazza magnifica, ma il calcio per me è nato e finisce nel Sannio. Tornando al campionato, questa è una missione impossibile. Ci sono tante componenti che vanno viste. Adesso cosa vogliamo fare? Io non cerco colpevoli, ma soluzioni. Se gli altri hanno idee concrete o maggiori potenzialità si facciano avanti. Voglio che la gente venga allo stadio perché non serve a nulla fare il pienone contro le grandi. Il nostro campionato è con le varie Sassuolo, Spal e altre: è in queste occasioni che serve l'apporto dei tifosi. Perché la gente deve venire? Porterò a questa formazione quelle integrazioni che lo staff mi sta chiedendo. Lotterò per salvarmi e se non dovessi farcela abbiamo il dovere di vigilare che si faccia il proprio dovere. L'anno scorso abbiamo vissuto delle emozioni meravigliose e oggi la maglia è sempre la stessa. Il tifoso deve stare vicino alla squadra: va bene contestare, ma deve stare lì. Anche io ci sto rimettendo la faccia e credo che sia il caso di continuare fino in fondo”.
Ha chiuso nel parlare della campagna acquisti, rilanciando le ambizioni anche in caso di retrocessione: "Sarà chirurgica. Prenderemo dei calciatori che possano aiutare quelli che ci sono a fare una impresa impossibile. Non staremo con le mani in mano. Se dovessimo retrocedere nessuno deve pensare che sarà facile vincere il campionato di B, però provarci fa parte del nostro dna. Sarebbe facile dire ai tifosi che il campionato è finito, ma non ne ho la capacità. Non voglio illudere la gente, ma neanche che pensi che siamo già retrocessi. In ogni caso io ripartirò. Come sempre”.
Ical