di Simonetta Ieppariello
Via libera anche in Campania al progetto del Viminale, che consente ai migranti di svolgere attività socialmente utili a costo zero.
Nessun compenso ma un impegno concreto, che consenta a chi richiede asilo di impiegare il tempo in maniera proficua, senza alcun costo per il paese che li ospita. (clicca per vedere servizio 696 Tv)
È uno dei punti sottoscritti ieri in un protocollo d'intesa tra il ministro degli Interni Marco Minniti e 265 sindaci della Campania. Un accordo siglato tra il governo e gli Enti locali che garantirà maggiore disponibilità da parte delle amministrazioni ad accogliere chi arriva dal mare.
L'obiettivo, stabilito già dallo scorso aprile con il decreto sull'immigrazione.
Una scelta efficace per evitare l’acuirsi dei fenomeni di intolleranza da parte dei cittadini, rispetto ai richiedenti asilo.
Il patto, l’accordo è stato sottoscritto presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino. C’erano i sindaci dei cinque capoluoghi a firmare l’intesa. Saranno direttamente i sindaci ad individuare autonomamente gli edifici da impiegare per l'accoglienza e decidere quindi dove alloggiare i migranti. «Non è vero - ha voluto aggiungere anche il sindaco di Napoli - che con questo protocollo si toglie lavoro ai nostri cittadini. Anzi è esattamente il contrario». Per decongestionare i centri d'accoglienza, il ministro ha previsto poi di impiegare i richiedenti asilo per svolgere lavori socialmente utili, non solo al servizio dei comuni, ma anche alla Reggia di Caserta e a Pompei.
Si tratta di due progetti pilota. Esempi virtuosi che se avranno esito positivo potranno essere replicati in tutto il resto del Paese.
«Un'idea straordinaria che mette in relazione l'accoglienza con la possibilità di colmare il tempo e il vuoto dell'attesa per chi richiede asilo in Italia. Una iniziativa unica che pare non abbia precedenti in altre nazioni».
La sperimentazione, dunque, inizia in Campania: e a Pompei e nella Reggia di Caserta. «Datemi i profughi, li farò lavorare negli Scavi». Aveva detto un anno e mezzo fa il direttore del parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna. Senza contare che tra i richiedenti asilo ci sono anche alte professionalità come qualche ingegnere, architetto o archeologo di alta specializzazione sbarcato nel nostro Paese nel tentativo di sfuggire a uno scenario di guerra. .