Se non interverranno problemi sempre possibili, sarà estradato in Italia, la prossima settimana, Paolo Messina, 35 anni, di Benevento, scovato lo scorso 23 novembre dalla Squadra mobile in Croazia, dove si era nascosto dopo la condanna a 25 anni per l'omicidio di Antonello Rosiello, compiuto al rione Libertà il 25 novembre di quattro anni fa.
La procedura prevede che una volta nel nostro Paese, Messina venga consegnato dalla polizia croata a quella italiana; in particolare, alla Mobile beneventana (è guidata dal vicequestore Emanuele Fattori), che lo arresterà – sarà poi trasferito in un carcere individuato dal Dipartimento penitenziario - sulla scorta di un'ordinanza di custodia cautelare (e di un mandato di arresto europeo) adottata dalla Corte di Assise, su richiesta del pm Miriam Lapalorcia, dopo la sentenza pronunciata lo scorso 31 ottobre su un delitto che Messina aveva confessato.
Il rientro sarà anche l'occasione per un incontro con il suo legale, l'avvocato Angelo Leone, che, come si ricorderà, nel corso della discussione ne aveva proposto l'assoluzione spiegando che aveva agito per legittima difesa.
La latitanza di Messina, che aveva raggiunto la Croazia dopo un viaggio in moto di 1600 chilometri, era durata ventiquattro giorni: quelli serviti agli investigatori della prima sezione della Mobile per rintracciarlo, anche attraverso la collaborazione del Servizio centrale operativo della polizia, in un hotel a Zara. Epilogo di un'indagine coordinata dalla Procura di Aldo Policastro, nella quale era risultata fatale, per il 35enne, una scheda telefonica 'dedicata'.
Esp