Napoli

 

Sono migliaia i ragazzi e le ragazze che questa mattina si sono messi in marcia da piazza Miracoli per manifestare tutta la loro vicinanza ad Arturo, il 17enne accoltellato senza motivo dalla baby gang. Quattro i ragazzi che con diverse coltellate – di cui una alla gola – lo hanno ridotto in fin di vita. Oggi è la società civile a scendere in strada, portandosi proprio sul luogo dove è avvenuto l’agguato.

«Il quartiere risponde - dichiara il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani - in maniera pronta e con tutte le sue anime migliori.

Ci vogliono politiche serie ed alternative sociali che possano consentire ai ragazzi di scegliere, in maniera netta e decisa, quale sia la strada che porta alla legalità ed alla sicurezza».

Il questore di Napoli Antonio De Iesu lancia «un accorato appello a fornire informzoni utili informazioni sulle caratteristiche somatiche e sull'abbigliamento degli autori dell'efferato crimine». L'appello del questore è rivolto anche a chi dispone di «eventuali filmati» per dare sostanza ed efficacia alle indagini.

Questo, sottolinea il questore De Iesu, «è il momento per dare un segno concreto, da parte di chi ha visto, di cittadinanza attiva e consapevole collaborando con le forze di polizia al fine di contribuire a riscattare l'immagine della città e l'alto senso civico che storicamente caratterizza la comunità partenopea». Il questore assicura «l'assoluta riservatezza della fonte segnalatrice». Le indagini, conclude una nota della Questura di Napoli, «sono in piena evoluzione con la preziosa collaborazione dell'Arma dei Carabinieri e sotto il sapiente coordinamento della Procura per i minorenni e di quella ordinaria».

Intanto non c'è alcun fermato. Lo precisa lo stesso questore di Napoli Antonio De Iesu, commentando così «alcune notizie diffuse da organi di stampa circa la presunta identificazione di minorenni accompagnati in Questura quali autori dell'accoltellamento». Il questore spiega che «nell'immediatezza dell'evento e a non trascurabile distanza dal teatro del crimine sono stati fermati alcuni minorenni in atteggiamento sospetto, sui quali, allo stato, l'organo investigativo non possiede elementi di prova sul loro presunto coinvolgimento nell'azione delittuosa. Successivamente all'identificazione sono stati affidati ai propri genitori non emergendo a loro carico elementi di reità».

Siep