Il veleno è sempre nella coda. L'aforisma si addice in maniera incredibile al Benevento che continua a subire autentici finali “noir” che rendono ancora più amaro questo suo campionato di serie A. Alzi la mano chi non ha detto che anche a Genova avrebbe preferito perdere netto, che non per quel gol all'ultimo minuto di recupero. E su rigore per giunta. E' un film già visto, perchè di finali così la strega ne ha vissuti molti quest'anno. Ha iniziato alla seconda giornata contro il Bologna (sì, ci mettiamo anche la sfida coi felsinei), quando il “Var” strozzò in gola l'urlo di liberazione dei tifosi giallorossi al gol di Lucioni. Il minuto era addirittura il 98', perchè si era perso del tempo per sostituire l'arbitro infortunato. In attesa della “new tecnology” lo speaker dello stadio ebbe tutto il tempo per gridare tante volte il nome di Lucioni insieme ai tifosi prima che il gol venisse annullato. Fu quella la prima avvisaglia di un campionato “storto”, che continuò la settimana dopo col gol di Iago Falque al 93' in Benevento-Torino. Stessi cliché a Cagliari col gol di Pavoletti e contro il Sassuolo (gol di Peluso al 94'). A Marassi il finale “noir” si è ripetuto tristemente col rigore realizzato da Lapadula e concesso per un banale fallo di Belec. Cinque partite, altrettanti punti sfumati in un amen nei minuti di recupero. Non avrebbe risolto i suoi problemi la strega, ma cinque punti in più (oltre ai due tolti a Cagliari, Sassuolo e Genoa) avrebbero fatto comodo almeno per il morale. “Serve tenuta mentale” ha detto capitan Lucioni, senza prendersela con la cattiva sorte. Commento serio e onesto. Ma le parole dell'ex genoano Onofri, ora commentatore Sky, risuonano ancora nelle orecchie: “Mai vista una cosa simile: a questo Benevento non ne va bene una”. Detto da lui...
La strega e quei finali thriller
Cinque punti sfumati dopo il 90': sarebbero serviti almeno al morale
Redazione Ottopagine