Ha provato a strappare la statua di Gesù bambino dal presepe allestito in Vaticano, ma è stata fermata dalle forze dell'ordine. In topless, come usanza del gruppo Femen, la donna si è lanciata sul presepe urlando: «Dio è donna». Follia a Roma. Blitz del movimento prima della benedizione Urbi et Orbi. Secondo quanto appreso da fonti della polizia, intorno alle 10 sono state bloccate due donne ucraine mentre una di loro a petto nudo tentava di portare via il bambinello dal presepe di Piazza San Pietro, il presepe donato dal Santuario di Montevergine a Papa Francesco.
La donna, in topless come usanza del gruppo Femen, si è lanciata sul presepe gridando: “Dio è donna”. Lo stesso slogan era dipinto sulla sua schiena nuda. A bloccarla alcuni gendarmi del Vaticano. L’incidente è avvenuto circa due ore prima del tradizionale messaggio di Natale di Papa Francesco. A tre anni dal primo tentativo, un'altra attivista è stata arrestata e portata via dopo aver provato a strappare la statua di Gesù bambino dal presepe in piazza San Pietro a Roma. L'obiettivo del gruppo, fondato in Ucraina, è vincere sul patriarcato. «Maria fa suo il grido #MeToo e rompe il silenzio», si legge in un lungo post su Facebook nel quale viene criticata la posizione della Chiesa Cattolica contro l'aborto, citando il caso di Teodora Vásquez, in carcere da 10 anni e condannata a 30 anni di reclusione per un aborto a El Salvador. Stessa scena tre anni fa: nel Natale 2014 è stata Iana Aleksandrovna Azhdanova aveva cercato di sottrarre il bambinesco dal presepe. Accusata di «vilipendio, atti osceni in luogo pubblico e furto», non può più mettere piede in Vaticano. Altre tre attiviste nel 2014 si denudarono a San Pietro per protestare contro la visita del Papa alle istituzioni europee di Strasburgo. Nel 2013 invece si denudarono nella stessa piazza durante l'Angelus domenicale in protesta per i diritti dei gay.
Nel novembre 2011, quando era Papa Benedetto XVI le attiviste, per lo più ucraine, manifestarono durante un Angelus per la “libertà della donna”.