Avellino

Chissà quante volte gli appassionati di calcio, dopo una partita storta che precede la successiva di pochi giorni, avranno ascoltato dichiarazioni volte a sottolineare la voglia di approfittare dell'impegno ravvicinato per cogliere l'immediato riscatto. Potrebbe essere, ma non è il caso dell'Avellino. Che dopo i deludenti pareggi a Varese e, al "Partenio-Lombardi", con l'Entella, non hanno dovuto sorbirsi uno dei più abusati commenti post-passo falso e pre-partita. Il concetto condiviso dai tesserati biancoverdi, in fondo, è chiaro: basta parole, servono i fatti. Lo ha detto e poi ribadito Pisacane, prima e dopo il match coi liguri; lo ha sottolineato nuovamente, questa mattina, Frattali. Che ai proclami ha preferito un'equilibrata introduzione della sfida in programma domani sera, con calcio d'inizio alle 20:30, allo "Scida". C'è il Crotone. Non c'è tempo per perdersi nelle disamine. Perché dopo due giorni si torna già in campo. E la gara valevole per la trentottesima giornata di Serie B mette due fronte due squadre condannate a vincere.

Un solo risultato. L'Avellino, scivolato all'ottavo posto, con una sola lunghezza di vantaggio sul nono, occupato dal Livorno che domani sfida al "Picchi" il Modena, che sabato ha strapazzato (3-0) il Crotone, non assapora il gusto dei tre punti da tre giornate. Ha vinto solo due volte nelle ultime dieci partite, infilandosi in un tunnel di polemiche e preoccupazione. Non stanno di certo meglio i rossoblu: quartultimi; a digiuno di vittorie da tre turni; vittoriosi per una sola volta nelle ultime cinque partite. E allora sarà, sportivamente parlando, un duello all'ultimo sangue. Lotta per i play off e per non retrocedere su un rettangolo di gioco dove l'Avellino ha uno dei ricordi più belli della sua storia recente: 11 maggio 2003, gol di Marra. Il resto è storia.

Rifinitura sotto la pioggia. L'Avellino ha svolto questa mattina, al "Partenio-Lombardi", la consueta seduta di rifinitura a porte chiuse al termine del quale è stato diramato l'elenco dei convocati, nel quale non figurano gli infortunati Bavena, Mokulu e Soumarè; lo squalificato Castaldo, e Filkor, ancora una volta fuori per scelta tecnica. C'è invece Schiavon, che domenica ha svolto lavoro ridotto per via di una sciatalgia. E, a questo punto, la possibilità di impiego del centrocampista, risparmiato sabato scorso, al posto di Kone, con il contemporaneo slittamento di Arini al centro del settore nevralgico, è tutt'altro che remota. In mediana, uno dei reparti che ha sofferto maggiormente nelle ultime partite, potrebbe poi esserci il ritorno di D'Angelo al posto di Zito. Soluzioni per ritrovare ed incrementare la capacità di filitro, venuta meno soprattutto negli ultimi 180 minuti di gioco. In attacco, scelte obbligate: largo all'inedito tandem Comi - Trotta. L'ariete in prestito dal Milan, in rete all'andata, torna titolare dopo Carpi - Avellino dello scorso 3 marzo.

Dubbio modulo. Per completare l'ipotetico undici iniziale, tutto ruota intorno alla scelta del modulo. Ora più che mai è opportuno non scartare la possibilità del ritorno al 3-5-2. L'assetto tattico che ha contribuito a fare grande l'Avellino nella prima parte della stagione e che potrebbe garantire maggior equilibrio difensivo per sostenere l'onda d'urto del 4-3-3 di Drago, oltre a maggiori rifornimenti, dagli esterni, per le due punte. Se si dovesse tornare all'antico, davanti a Frattali o Gomis, che si giocano come di consueto una maglia da titolare, la linea a tre sarebbe strutturata da Pisacane, Ely e Chiosa. Senza trequartista, potrebbe accomodarsi, salvo utilizzo da interno di centrocampo, nuovamente in panchina Sbaffo, e s'innescherebbe una serie di testa a testa per un posto sulle corsie laterali. Potrebbe rivedersi Visconti sulla sinistra. Sull'out opposto, Regoli, che come Schiavon ha riposato sabato scorso, sarebbe in vantaggio su Bittante e Almici. Se invece si conferma il 4-3-1-2, è plausibile la riproposizione della linea  quattro difensiva che ha affrontato l'Entella (Pisacane, Ely, Chiosa e Bittante) e Sbaffo si posiziona regolarmente dietro al tandem d'attacco.

Un Crotone d'assalto. Per bissare il successo dell'andata (1-2), il Crotone punterà sul già citato e rodassimo 4-3-3. «È il momento di tirare fuori gli attributi» ha dichiarato, senza mezzi termini, nella conferenza stampa della vigilia, Drago. Che è pronto ad affidarsi all'ex Ciano, in gol all'andata, Torregrossa e Stoian per formare il tridente offensivo. In difesa Ferrari rileverà lo squalificato Balasa.

Marco Festa