Arturo è ancora ricoverato nel letto dell’ospedale e risponde con un filo di voce a causa delle ferite alla corde vocali. «Sto bene dice il 17enne ai giornalisti - un Natale diverso per me». Sono trascorsi dieci giorni dall’aggressione in via Foria, quando la baby gang è entrata in azione accoltellando il giovane alla gola. Arturo dal letto dell’ospedale Monaldi prova a svagarsi, guardare la tv, giocare con il tablet, ma il ricordo va sempre a quello pomeriggio maledetto, quando una banda di tre ragazzini lo ha accoltellato. La polizia ha lavorato incessantemente per poter identificare il gruppo. Grazie ad un video uno di loro è stato fermato dalla polizia. Si tratta di un 15enne, interrogato però nega tutte le accuse e dice di essere stato a casa in quelle ore. Intanto altri due ragazzini sono stati identificati, si tratta di un 17enne, colui che avrebbe materialmente aggredito Arturo e un 12enne. Una storia sulla quale la madre non vuole che cali il silenzio. La donna, professoressa di Pedagogia ha cercato di attivare tutti i canali possibili per tenere viva l’attenzione sulla vicenda. i contatti con il comune di Napoli sono costanti. Il governatore de luca l’ha invitata in Regione. Venerdì scorso maria Luisa era alla marcia che era stata organizzata dalla scuola del ragazzo e a cui si erano unite spontaneamente migliaia di persone. La signora nelle varie interviste si sofferma a parlare del problema sociale «bisogna gettare l cuore oltre l’ostacolo - dice - io voglio la verità. e poi un appello alle famiglie: chi impugnava quel coltello è espressione di una societò con derive malate. Si deve andare nei lguohi dove si trovano la sera, comprendere il loro disagio e rimediare.
Accoltellato dalla baby gang. Il 15enne nega: «Ero con mamma»
Il ragazzo è ancora al Monaldi
Redazione Ottopagine