Salerno

Inizia quest'oggi il racconto del 2017 vissuto dalla Salernitana, un anno particolarmente intenso che ha permesso alla tifoseria granata di vivere tante emozioni, ma anche l'illusione di potersi qualificare ai play off dopo quattro vittorie consecutive. Partiamo, ovviamente, dai primi tre mesi:

GENNAIO: dopo aver vinto contro il Perugia sul finire del 2016, la Salernitana del nuovo tecnico Bollini si preparava ad iniziare il girone di ritorno affrontando consecutivamente alcune delle squadre più forti del campionato. Respinto al mittente l'assalto del Genoa per Coda (proposti oltre 2 milioni di euro), la società preferiva condurre un mercato sotto traccia e senza grandi colpi ad effetto pur palesando la volontà di lottare fino alla fine per i play off. In ordine cronologico il primo colpo è stato il portiere Gomis, prelevato dal Torino al termine di una lunga trattativa e di un estenuante testa a testa con il Cesena. In totale saranno quattro i rinforzi assicurati al mister: oltre a Gomis, infatti, la proprietà decide di puntare sul difensore dell'Empoli Bittante (diverse presenze in A anche con la maglia del Cagliari), sul centrocampista Minala (a caccia di riscatto e accolto con grande scetticismo) e sul giovane attaccante Sprocati, da qualcuno etichettato frettolosamente come scarto della Pro Vercelli. Ironia della sorte, proprio segnando all'Arechi da avversario l'ex Perugia aveva comportato le dimissioni di Sannino e l'avvento in panchina di Bollini. In città il clima era piuttosto freddo e le operazioni di mercato convincevano soltanto pochi tifosi, con il Salerno Club del presidente Orilia che invitava la piazza ad aver fiducia ripartendo dalle riconferme. Il grande colpo atteso dalla piazza non è mai arrivato e non a caso contro lo Spezia c'erano poco più di ottomila spettatori a spingere la squadra. Risultato? 1-0 per la Salernitana in un autentico scontro diretto, splendida rete di Coda su assist di Tuia. Nella ripresa nessun brivido particolare e Gomis protagonista con un paio di interventi "per i fotografi". La settimana pre Verona è stata invece vissuta con enorme trasporto emotivo, in memoria di quei play off persi nel 2011 per colpe non propriamente dei campani. Tanti ex, attraverso interviste e frasi social, lanciarono appelli e messaggi ricordando lo splendido legame con il pubblico. Sul campo, pur giocando un'ottima gara a cospetto della corazzata di Pecchia, finì 2-0 per i padroni di casa grazie a una doppietta di Pazzini, ma il palo di Ronaldo grida ancora vendetta. Splendidi i duemila salernitani assiepati sugli spalti. Sempre a gennaio bella iniziativa di beneficenza, con un'amichevole tra vecchie glorie in favore delle vittime del terremoto di Amatrice. Appena 300 spettatori sugli spalti causa diluvio, ma 40mila euro raccolti e ritorno a Salerno di gente come Gattuso, Breda, Di Michele, Pisano, Grimaudo, Tosto, Di Napoli, Chimenti e Strada. Abodi, presidente della Lega di B, chiude l'anno parlando di multiproprietà e aprendo uno spiraglio per vedere Mezzaroma presidente con la Salernitana in A

FEBBRAIO-MARZO: il ko di Verona e l'assenza di un altro colpo di mercato causano una spaccatura tra società e tifoseria, tramutatasi nel minimo storico in B dell'era Lotito-Mezzaroma contro il Novara. Squadra in campo con una maglia grigia, partita bruttissima e almeno quattro errori clamorosi sotto porta degli attaccanti. I fischi a fine gara furono accompagnati dal solito tormentone: "La società in A non vuole andarci". In realtà, pur senza fare proclami, la Salernitana qualche posizione in classifica iniziò a scalarla: blitz a Vicenza nel segno di Busellato (vittoria storica), 1-1 contro il Cesena con gol di Minala, ma prestazione importante a cospetto di un avversario in salute. "Stiamo crescendo, a fine campionato vedremo dove saremo. Non poniamoci limiti, ma mettiamoci quanto prima a riparo" diceva Bolini prima di partire per Trapani, laddove i granata hanno disputato forse la più brutta gara dell'anno. Un solo tiro in porta, una miriade di passaggi sbagliati e una sconfitta meritatissima a cospetto dell'ultima della classe guidata da Calori, contestato dai tifosi per i suoi trascorsi a Udine e per aver giocato quella gara assai discussa contro il Perugia del 1999. Nel post partita confronto civile tra una cinquantina di tifosi capeggiati dal presidente del club Mai Sola Antonio Carmando e i calciatori. "Nessuna scusa, vogliamo i risultati" la risposta alle parole di Rosina. La curva, compatta, prese la decisione di non tifare per 45 minuti contro la Spal, giunta a Salerno con una formazione imbottita di riserve e in vantaggio grazie a un rigore inesistente concesso dall'arbitro Pasqua. Nella ripresa, pur spinta dalla gente, la Salernitana si trovò sotto di due reti e riaprì le danze con Coda a tempo ormai scaduto. La contestazione fu inevitabile, con cori fino a tarda serata contro Lotito e Fabiani e la richiesta di esonero di Bollini, a cui fu concessa fiducia a termine. Sullo sfondo il derby con il Benevento e l'ombra di Delio Rossi che, pur senza ammetterlo pubblicamente, qualche segnale lo aveva lanciato. In terra sannita, scortata da 1000 tifosi accompagnati dallo striscione "Indegni", la Salernitana soffrì tantissimo e si aggrappò alle prodezze di Gomis. Il vantaggio su rigore di Coda e l'espulsione di Odjer accesero gli animi sul finire del primo tempo, nella ripresa l'assalto giallorosso fu frenato dall'ingresso in campo di Sprocati, vicinissimo al raddoppio e ipnotizzato da un super Cragno. Nel finale il pari di Ceravolo e Salernitana a -9 dai play off e +1 dalla zona retrocessione. Altra settimana di tensione, dunque: i tifosi chiedevano allenamenti a porte aperte, maggiore chiarezza sulla perenne emergenza infortuni e qualche iniziativa per riempire lo stadio. Tutto fu messo a tacere con tre vittorie consecutive: 2-0 sul Brescia nel segno di Coda e Donnarumma (rinnovato il gemellaggio sugli spalti), 1-0 a Chiavari con gol di Coda su assist di Tuia, 2-0 contro l'Ascoli con Bernardini e Sprocati e Salernitana finalmente nella zona sinistra della classifica a -4 dall'ottavo posto. "Siamo forti, ci divertiremo" il parere della gente, per la serie "si cambia l'umore in base ai risultati". E' il bello del calcio...

Gaetano Ferraiuolo