Come ogni 31 dicembre, la redazione di Granatissimi.Ottopagine ripercorre l'anno che sta per andare in archivio attribuendo ad ogni singola lettera dell'alfabeto un significato, una parola o un ricordo relativo ad una stagione sportivamente parlando altalenante, ma che ha saputo regalare anche tante gioie al pubblico granata. Da Minala al 96' al derby casalingo contro l'Avellino vinto per 2-0 passando per i quattro successi consecutivi, i dodici risultati positivi in piena emergenza e quelle rimonte che, a tratti, hanno fatto sognare.Ecco il nostro alfabeto granata:
A come Arbitri, e purtroppo anche quest'anno non hanno certo strizzato l'occhio ai granata penalizzandoli oltremodo nel loro percorso. Uno su tutti il signor Pasqua, sovente protagonista in negativo, ma promosso in serie A al termine della stagione. I tifosi granata non dimenticheranno mai la sera del primo maggio, quando il fischietto nativo di Nocera negò due rigori netti alla Salernitana regalandone uno al Frosinone prima di espellere Minala e Vitale perdonando il gioco ostruzionistico e irregolare degli ospiti. In tanti voltarono le spalle al campo in segno di protesta, ricordando che già contro la Spal la gara era stata decisa da un penalty che non c'era. Minelli ha chiuso l'anno emulando i colleghi: direzione a senso unico e Palermo vittorioso per 3-0. Speriamo che il Var approdi quanto prima anche in B....
B come Bomber, quello che sembra mancare alla Salernitana,passata repentinamente da due certezze come Coda e Donnarumma a tre scommesse. Bocalon ne ha fatti sei in campionato e poco non è, Rodriguez si è fatto male nel suo momento migliore e Rossi sembra giovane di prospettiva ma manca come il pane quel calciatore in grado di vincere le partite da solo e di trascinare il reparto. La società lo acquisterà a gennaio?
C come Colantuono, ingiudicabile dopo tre partite, ma che certo non si è presentato benissimo con due 0-3 di fila e un solo successo. A lui la tifoseria si affida per due motivi: per sognare i play off e per spingere la società a investire ancora sul mercato per rinforzare una rosa forte, ma che necessita di qualche tassello in più. Le potenzialità del mister sono indiscutibili, ma le ultime due stagioni sono state fallimentari e dal primo gennaio anche per lui non ci saranno più alibi
D come Donnarumma, meno popolare dell'omonimo portiere del Milan, ma rimpianto a Salerno come fosse Van Basten. La verità, come sempre, sta nel mezzo: quando chiamato in causa sembrava svogliato e lontano parente del calciatore ammirato nella stagione precedente, ma se Bollini avesse anteposto la bravura dei singoli alla tattica forse il problema bomber di cui parlavamo sopra non sarebbe esistito. Resterà comunque un rimpianto
E come Entusiasmo, quello che manca da troppo tempo e che viene accompagnato da tanta sfiducia. L'Arechi è sempre più vuoto, in casa il tifo è più freddo che in trasferta, ma la gente deve capire che per sognare i play off non si può prescindere dal fattore dodicesimo uomo. Alla società, ovviamente, il compito di avvicinare la gente allo stadio con iniziative, sconti, operazioni di marketing, allenamenti a porte aperte e una maggiore presenza sul territorio. Le nuove generazioni vanno riconquistate, ad ogni costo e in qualunque modo
F come Fiducia, quella che meritano ampiamente Lotito e Mezzaroma. Per chi pecca di memoria corta e dimentica che tifosi con i capelli bianchi hanno visto mezzo secolo di C amando la squadra con la stessa passione ricordiamo che entrambi gli imprenditori sono partiti da Fiuggi senza palloni e con un gruppo di giovanotti sconosciuti riportando la squadra in B con tre campionati vinti, due coppe in bacheca, un bilancio pulito, giocatori di proprietà, campo Volpe rinnovato, manto erboso dell'Arechi terzo in B e con sistema di drenaggio nuovo dopo 20 anni di problemi, cavalluccio sulle maglie e immagine ripulita a livello nazionale. Un miracolo sportivo dato erroneamente per scontato, ma frutto di investimenti, competenza e lungimiranza. In 6 anni è stato fatto ciò che a Padova, Ravenna, Rimini, Mantova, Taranto, Reggio, Messina, Lecce, Catania, Trieste, Como, Siena, Modena e Ancona non riesce da tempo. Teniamoci stretta questa società
G come Giovani, e la Salernitana in organico ne ha molti. E' importante, però, costruire un settore giovanile che sia all'altezza della situazione e che permetta di costruire in casa i campioni del futuro senza necessariamente reperirli altrove. Qualche passo in avanti, in questa seconda parte di stagione, è stato fatto, ma occorrono strutture e investimenti ancora maggiori per tornare ai fasti di un tempo, quando Salerno era per antonomasia fucina di talenti.
H come Hellas Verona, la prima squadra affrontata in trasferta quest'anno nella speranza di un riscatto sportivo che non c'è stato. Quando nel 2011 il signor Di Paolo fischiò la fine di quella maledetta finale spalancando le porte del dilettantismo, però, nessuno avrebbe mai immaginato di tornare al Bentegodi in così poco tempo: rileggete la riflessione alla lettera F, i due concetti sono strettamente collegati
I come Infortuni, tallone d'Achille di tutta la gestione Lotito-Mezzaroma che non può certo derivare soltanto dalla sfortuna e dai terreni di gioco. Oltre ai guai muscolari si registrano tempi di recupero biblici per tanti calciatori, quanto accaduto in passato con i vari Nicodemo, Mounard, Nalini, Esposito, Foggia e Ginestra (tanto per citare qualche esempio) imporrebbe una riflessione maggiore per il bene della Salernitana
L come Lazio, società dalla quale sono arrivati negli anni scorsi le terze scelte, ma che ultimamente sta dirottando a Salerno calciatori più interessanti. Su Strakosha ci siamo sbagliati tutti (ma anche il portierino ha commesso molti errori), di recente Lotito ha tagliato il cordone ombelicale con i biancazzurri scegliendo tra i più bravi. Minala, Adamonis e Rossi hanno talento, qualcun'altro potrebbe aggiungersi nell'immediato futuro. Avanti così: se impostata bene, questa corsia preferenziale con la Lazio non potrà che fare il bene dei granata
M come Multiproprietà, tormentone che accompagna la gestione Lotito-Mezzaroma da sempre e che preoccupa una fetta di tifosi che resta a casa o vive le partite con minor trasporto temendo di non poter andare oltre. Posto che vincere e andare in A non è obbligatorio e richiede tempo e programmazione dopo una rincorsa così importante e dispendiosa partita da Budoni e Selargius, è evidente che riconfermare Fabiani e scegliere Colantuono va in una direzione opposta a quello che pensano molte persone. La sensazione è che per tornare a calcare certi palcoscenici sia soltanto questione di tempo...
N come Novantasei, minuto in cui Joseph Minala è entrato di diritto nella storia della Salernitana regalando il pomeriggio più bello del 2017 alla tifoseria. Ancora oggi le immagini di quel derby fanno accapponare la pelle, una rimonta strepitosa che ha fatto sognare la piazza e che i tifosi di oggi racconteranno a quelli del domani. "Perchè, perchè: 2-1, 2-2, 2-3" è coro-tormentone, appuntamento al prossimo derby
O come Ottimismo, e a Salerno ce ne sarebbe davvero bisogno. Guai a negare limiti e problemi strutturali della squadra, ma basta pensare che l'erba del vicino sia sempre più verde. Ci sono tutte le componenti per vivere un grande girone di ritorno, basta soltanto saper aspettare, rispettare i ruoli e dare una mano alla Salernitana. A giugno si tireranno le somme
P come Plusvalenze, altro segnale di crescita importante ed enorme merito del ds Fabiani. In questi anni la Salernitana ha creato un parco giocatori di proprietà e incassato circa 7 milioni di euro grazie alle cessioni di Empereur, Caccavallo,Coda, Sciaudone, Busellato, Gabionetta e Donnarumma, tutti presi a parametro zero. La crescita di un club passa anche per operazioni del genere
Q come Quarantamila, gli euro donati al popolo di Amatrice grazie alla bella iniziativa della Salernitana e al gran cuore di una tifoseria che, quando si tratta di aiutare chi soffre, non ha eguali in Europa. "Nel museo della rinascita sarà esposta in bella mostra la maglia della Salernitana" le parole del sindaco Pirozzi, il gol più bello segnato quest'anno
R come Rimonte, e quest'anno ce ne sono state tante. Dal 2-2 contro il Pescara al 90' al derby di Avellino passando per il 2-2 di Parma, i tre gol di Cesena in inferiorità numerica, la tripla rimonta con la Ternana e il meraviglioso successo con l'Empoli. Gioie bellissime che hanno fatto sognare la piazza, la speranza è di vivere ancora tanti momenti così
S come Social Network, la novità degli ultimi anni che permette a tante persone di sfogarsi parlando male della Salernitana per poi sparire nei momenti positivi. La moda è sempre quella: chi gioca qua è scarso, se va altrove è un fenomeno. E via via con i "Lotito vattene","Fabiani non serve", "L'allenatore va esonerato", "I calciatori sono scarsi" e così via. "Meno tastiere, più gradoni" recitava il comunicato emesso dagli ultras qualche settimana fa, un bel messaggio a chi, attraverso paginette facebook anonime o profili fasulli, vive le proprie giornate attaccando chiunque in attesa delle sconfitte della Salernitana o ergendosi a portatori della verità assoluta senza rispetto per le opinioni degli altri. Persone tristi che saliranno sul famoso carro nei momenti migliori, mentre lo zoccolo duro potrà davvero dire "Noi ci siamo sempre stati". Come erano belli i tempi del "Gioca la Salernitana e tanto basta", di recente invece ogni anno c'è una scusa diversa e si va allo stadio se non piove, se i prezzi sono bassi, se l'avversario è forte, se la classifica è buona, se Lotito fa i complimenti al pubblico, se Fabiani compra 25 giocatori di serie A, eccetera eccetera. Onore alla curva Sud, il resto sono chiacchiere che fanno più ridere che piangere
T come Tessera del tifoso, schedatura forzata che ha arginato il fenomeno della violenza negli stadi, ma che è stata quasi del tutto abolita perchè gli spalti erano diventati praticamente vuoti e per andare in trasferta occorreva davvero fare i salti mortali. Al momento le tifoserie stanno mostrando una certa maturità, la speranza è che tutto torni come un tempo e che non si vada mai oltre il sano sfottò. In fondo stiamo parlando soltanto di calcio
U come Unità d'intenti, e ce ne sarebbe davvero bisogno nel rispetto dei ruoli e delle persone. In fondo tutti vogliono il bene della Salernitana e dividersi in pro e contro non fa che le fortune degli avversari. In passato si è avuta la dimostrazione che quando squadra, tifosi, società, dirigenza e stampa sono uniti si può davvero vincere ancor prima di entrare in campo.
V come Vecchie glorie, e tantissime sono tornate a calcare il manto erboso dell'Arechi in occasione dell'iniziativa pro Amatrice riportando alla mente tempi bellissimi e indimenticabili. "Eravamo una cosa sola con la gente, all'Arechi si partiva sempre 1-0 e incarnavamo i valori di un pubblico meraviglioso vivendo la città come fosse la nostra. Ci siamo innamorati della maglia granata" il parere dei vari Pisano, Breda, Tosto, Grimaudo, Tedesco, Di Napoli, Di Michele, Gattuso, Strada, Fusco, De Cesare, Facci e Chimenti, gente che ha fatto sognare Salerno a prescindere dai risultati e che oggi, ovviamente con ruoli diversi, potrebbe davvero dare una grossa mano alla società per la crescita della Salernitana
Z come Zito, calciatore che ha sempre diviso l'opinione pubblica: da un lato chi lo ha osannato a prescindere invitando tutti gli allenatori a schierarlo dal primo minuto, dall'altro chi lo invitava a pensare meno ai social e a rendere di più sul campo. La sua avventura a Salerno è quasi certamente finita, negli ultimi 3 anni la performance migliore all'Arechi l'ha fatta...da avversario...
Gaetano Ferraiuolo