Passionali, trascinanti, determinanti, profondamente innamorati dei colori granata e visceralmente legati alla città di appartenenza. Non esistono aggettivi sufficienti che possano descrivere quello che è il sentimento del popolo granata nei confronti della Salernitana che, da sempre, lega gran parte delle sue fortune all’imprescindibile apporto del pubblico amico. Lotito lo sa bene e spesso ha chiamato a raccolta il pubblico contando sul fattore dodicesimo che tanti punti in più ha aggiunto alla classifica e che ha inciso moltissimo sulla scalata dalla D alla cadetteria. Analizzando i numeri, notiamo che la torcida granata, nel 2017, ha recitato un ruolo da assoluto protagonista: i dati parlano di 216061 presenze, incassi importanti e una media di 10900 persone a gara.
Al calo evidente della seconda parte del girone d’andata si contrappongono le corse al botteghino del girone di ritorno del precedente campionato: quota diecimila è stata superata otto volte, il record assoluto è stato stabilito in Salernitana-Bari del campionato 2016-17. Il minimo storico del 2017, invece, è di poche settimane fa: c’erano appena settemila spettatori per Salernitana-Perugia, il più basso in assoluto in cadetteria con Lotito e Mezzaroma al timone e un incasso assai irrisorio. Massiccia anche la presenza in trasferta da parte dello zoccolo duro, la vera forza della Salernitana: basti pensare che, dalla sfida di coppa Italia di Carpi al match di Palermo che ha chiuso l’anno solare, hanno viaggiato in giro per l’Italia 7mila salernitani, esodo favorito anche dalla partecipazione dei club del Nord e del Centro Italia. A Cesena, tanto per rendere l’idea, c’erano quasi 2200 persone, ad Avellino oltre 1200 e ne sarebbero stati il quadruplo in caso di disponibilità di biglietti.
Non a caso, sia all’Arechi sia in trasferta, la Salernitana ha segnato il 65% dei gol attaccando sotto la propria curva: ricordiamo la rimonta di Parma, quella del Partenio, ma anche il 3-3 con la Ternana, la vittoria sul Latina (erano in 9mila anche nel giorno di Pasquetta), il derby con l’Avellino interno e il 2-0 sull’Ascoli che alimentò il sogno play off. Belli e trascinanti anche i cori-tormentone: quest’anno è stato introdotto il “Despacito Granata”, con video che spopolano sul web e che hanno fatto emozionare anche prestigiose tifoserie europee. Bella anche la coreografia ironica inscenata nel derby contro l’Avellino così come la splendida accoglienza riservata alla squadra prima del big math contro il Frosinone del primo maggio. Nella speciale classifica del tifo, la torcida granata è quinta: Salerno si colloca dietro Bari, Parma, Foggia e Cesena, sarebbe sesta se il Frosinone non avesse giocato due gare in campo neutro ad Avellino. Gli abbonati sono stati 3381, meno di quelli registrati nel primo anno di C1 con Lotito e Mezzaroma.
Gaetano Ferraiuolo