Salerno

L’episodio del gol “fantasma” di Bocalon ha amplificato le polemiche intorno alla classe arbitrale della Can B, spesso non ritenuta all’altezza della situazione. E’ vero, l’introduzione del V.A.R. (Video Assistant Referee), nella massima serie non ha sanato completamente gli errori dei direttori di gara, ma di certo li ha diminuiti. Soprattutto perché il ricorso allo strumento tecnologico non può essere invocato da calciatori, staff tecnico e dirigenziale delle squadre coinvolte ed è sempre l'arbitro ad avere l'ultima parola su qualunque decisione, anche se il dubbio viene sollevato dagli assistenti al V.A.R. Dopo l’esperimento, tutto sommato, positivo, sarebbe ora il momento di applicarlo anche nella serie cadetta.

Troppe società lamentano “sviste” arbitrali, che condizionano il cammino della propria squadra, con il rischio di perdere obiettivi importanti prefissati. Lotito, dopo quanto successo al Barbera, come riportato a parte, ne invoca l’applicazione anche in serie B: «Basta errori, ora si deve introdurre la tecnologia anche in serie B. Siamo penalizzati, serve l’innovazione. Già mi sono fatto sentire con chi di dovere. Gli ultimi risultati sono stati condizionati dagli episodi», le parole del co-patron granata. Ma, come dicevamo, Lotito non è l’unico a sostenere l’importanza del nuovo strumento tecnologico nel secondo torneo nazionale, anche il presidente dell’Avellino Taccone, dopo la gara di Perugia, ne ha invocato l’applicazione.

Ricordiamo nell’occasione il macroscopico errore dell'arbitro La Penna della sezione di Roma in occasione del rigore concesso contro gli irpini per un presunto mani in area. Lotito e Taccone d’accordo, ma non mancano consensi da parte di altre società. I costi non dovrebbero essere elevatissimi. Si parla di circa 300mila euro a società. Una cifra irrisoria se si pensa a quanto si potrebbe perdere in termini di contributi in caso di mancata promozione o di retrocessione.

Maurizio Grillo