La Salernitana sta attraversando un momento di crisi dal punto di vista di risultati, ma soprattutto di presenze allo stadio. In quest’ultimo senso la dirigenza granata si è già fatta sentire (come accaduto più volte). Ma c’è qualcuno che non guarda di buon occhio queste esternazioni nei confronti dei tifosi: si tratta di Aniello Aliberti (presidente della Salernitana dal 1994 al 2005), il quale attraverso il quotidiano La Città, non le manda certo a dire all’attuale proprietà:
«Lotito si lamenta di aver speso 14 milioni di euro per la Salernitana senza alcun ritorno? Decida di passare la mano ad altri se non vuole fare il magnate e regalare emozioni ai tifosi. Perché è un merito aver riportato il club dalla serie D alla B, ma ora bisogna organizzarsi per nuovi traguardi. I tifosi non sono clienti da cui attingere solo per fare soldi o di cui lamentarsi invitandoli a venire allo stadio».
Alibertl però non si candida al ritorno.
«Non rinnego niente di undici anni dal 1994 al 2005, lo rifarei mille volte. Ma era un calcio di passione. Ora è solo interessi. E comandano i diritti televisivi e gli sponsor, non gli uomini e le loro capacità. Non mi ci ritrovo. E poi tutti sanno come è andata, per cui non torno sul luogo del delitto. Ho subito e abbiamo subito una rapina, almeno dal mio punto di vista».
Ha ricevuto offerte per tornare nel mondo del calcio?
«In tanti mi hanno cercato, ma ho sempre rifiutato. Perché occorre programmare e creare condizioni idonee per avere una squadra vincente non solo sul campo di gioco. Mi si deve spiegare da quando un giocatore delia Salernitana non approda in Nazionale. La nostra Salernitana aveva Fresi, Gattuso, Di Vaio».
Dell’attuale Salernitana cosa pensa?
«Cambiare allenatore è come ammettere di avere sbagliato, scrivendolo su un foglio bianco. Ci può stare, ma bisogna dirlo. Io ho cambiato tecnico il meno possibile».
Ha nostalgia granata?
«Di calcio vero. Quando vedo Gattuso in panchina penso, come tutti, alla sua foga in campo con la Salernitana ed a come fa a stare in un calcio tanto diverso dalla sua sincerità. Rino mi ha chiamato nei giorni scorsi e gli ho detto di resistere come lui ha sempre fatto con me».
A proposito del calcio di oggi, in serie A c’è il Var m a in B no. E Lotito, dopo il gol-non gol di Palermo, ha invocato la tecnologia anche tra i cadetti. Lei cosa pensa?
«Con il Var, forse, Palermo-Salernitana sarebbe finita 3-1. Non di certo 3-4».
Capitolo Delio Rossi.
«Un grande allenatore con ottimi risultati raggiunti. Indimenticabile averlo ripreso dal Pescara. La retrocessione dalla A? Non eravamo pronti noi, l'intero ambiente e nemmeno lui. La verità fa male, ma dobbiamo dirla per il bene di tutti».
Ricordi dei tifosi?
«Li ho conosciuti tutti, compresi i capi storici come Carmine Rinaldi, Ciccio Rocco, Raffaele Russo. Non è vero che penso a loro e mi viene in mente la storia del tavolo all’Arechi. Sono stati la faccia pulita e leale di quella Salernitana. Espressione, e nessuno si stupisca, dei giovani e delle persone migliori di quella Salerno».
E Aniello Aliberti?
«Uno che ha amato ed ama Salerno come la Salernitana. Accettando le cose buone e quelle meno belle che comporta essere presidente di una squadra di calcio di cui un intero territorio è innamorato. Per questo Lotito deve decidere se accettare o meno il bagno di folla. Altrimenti passi la mano».
Redazione sport