di Andrea Fantucchio
Fine anno è tempo di bilanci anche ad Avellino. Rinnovandovi gli auguri, ripercorriamo le questioni in sospeso che riguardano il capoluogo irpino. Lo facciamo prendendo spunto dal servizio televisivo del collega di Ottochannel Tv, Angelo Giuliani.
1) Cantieri infiti da finire: una parola che da oltre quindici anni “va a braccetto” con la vita amministrativa di Avellino. Il 2018, stando alle parole del sindaco, sarà un anno decisivo. Paolo Foti ci conta: Bonatti terminata a febbraio, tunnel per fine mandato. Nel mezzo le promesse sul centro autismo e il Mercatone. Per la struttura di Valle si mira a maggio-giugno. Per l'edificio di via Largo Ferriera è stato approvato un progetto di rilancio, ma la conclusione entro il 2018 non è così scontata. Vedremo.
2) Scatole vuote da riempire: Altro cruccio storico. Resta incerto il futuro dell'Eliseo, ennesima promessa di apertura fra marzo-aprile, e il Gesualdo ancora senza stagione teatrale. La cessione all'esterno è stata ufficializzata ma non si intravede ancora l'ultimo atto di questa commedia dell'assurdo. Troppi attori, maestranze su tutte, ancora in attesa di arretrati e di risposte. Per la casetta di Piazza Kennedy il Comune ha stanziato i finanziamenti per gli ultimi interventi prima di cedere la struttura a una ditta di Roccabascerana. Dopo quanto accaduto negli scorsi mesi, fra incendi e l'aggressione a un senzatetto, va scritta l'ultima pagina di questa brutta vicenda. L'assessore al Patrimonio Paola Valentino ci ha messo impegno e promesse, ora ci sono i soldi, manca solo il lieto fine.
3) Dramma lavoro da risolvere: Sulla stessa barca, con diverse falle nello scafo, ex parcheggiatori di Avellino ed ex lsu legati alle cooperative vicine ad Acs. Per i primi ogni promessa fatta dall'amministrazione si è dimostrata una bugia. Solo a febbraio il Tar si esprimerà sul bando per l'assegnazione dell'appalto parcheggi. Per Acs abbiamo assistito a un «Giovanni Greco contro tutti». L'amministratore pro-tempore, che ha recentemente annunciato le sue dimissioni, ha più volte denunciato difficoltà nell'ottenere la collaborazione degli uffici comunali per liquidare le spese come le mensilità arretrate dei lavoratori. La battaglia continuerà anche con l'anno nuovo.
4) La gestione rifiuti da definire: Il nuovo piano di raccolta della spazzatura ha scombussolato le abitudini degli avellinesi. Due partiti contrapposti: chi denuncia la lentezza dell'attuazione del piano e chi pensa che i problemi siano dovuti all'incapacità dei cittadini di adattarsi al cambiamento. La verità è nel mezzo. Il nuovo anno sarà decisivo per decretare il successo o il fallimento dell'iniziativa.
5) La Ferrovia da vitalizzare: Abbattutti i silos dell'Isohimica, c'è la sfida del rilancio da vincere per l'area di Borgo Ferrovia. Oltre alla bonifica della zona» va definito il futuro della stazione. Una scommessa che si incrocia con i progetti dell' «Area Vasta». Diversificare i trasporti, affiancando ferro e gomma, per ipotizzare uno sviluppo uniforme che includa le aree interne.
6) Il piano di assistenza sociale da far partire: A un anno dalla morte del senzatetto Angelo Lanzaro non c'è ancora un dormitorio per clochard. E manca il registro dei senza fissa dimora. Lo spettro degli sfratti in arrivo, la povertà dilagante, il piano di zona non ancora decollato. Proprio i servizi sociali rappresentano un sistema estremamente vicino al collasso. Basteranno i buoni propositi di fine anno? Uno delle sfide più importanti entra nel vivo.
7) Caos scuole da dirimere: L'inchiesta della magistratura, diretta dal Procuratore Capo Rosario Cantelmo, ha ricordato alle istituzioni l'importanza di investire sull'adeguamento sismico delle strutture scolastiche. Non si può continuare a ignorare una situazione per troppo tempo relegata in secondo piano. Oltre al futuro del liceo scientifico «Pasquale Stanislao Mancini» c'è quello della «Solimena» da chiarire una volta per tutte. La scuola, oggetto di altri interventi, resta sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti. Anche se, lavori eseguito correttamente, potrebbero scongiurare definitivamente i rischi di chiusura.
8) Centro storico da rilanciare: Ieri ve ne abbiamo parlato. Il centro storico di Avellino è ben lontano dalla valorizzazione del suo potenziale e i prezzi degli immobili calano. Come invertire il trend? Se ne parla da anni senza che siano trovate soluzioni. Vanno riqualificati i monumenti, Dogana su tutti, ipotizzato un piano di rilancio della zona con la collaborazione di imprenditori, esercenti, associazioni. Senza dimenticare gli interventi di quotidiana manutenzione come quelli che riguardano l'illuminazione.
9) La sfida delle piazze da vincere: La «vicenda del cubo» deve trovare il suo epilogo. Quella di Piazza Castello e dello spazio a ridosso del Duomo sono invece ancora lontane dalla loro soluzione. Eppure, proprio dalla riacquisizione e rivitalizzazione degli spazi d'aggregazione che passa il rilancio della città. Una piazza come simbolo di incontro, collaborazione, vitalità, emblema di un piano urbanistico che ha bisogno di chiarezza e nuovo vigore.
10) Metro leggera da ultimare: Abbiamo dedicato numerose inchieste all'argomento. Il progetto si è arenato più volte, i pali sono rimasti. Anzi, ne sono spuntati sempre di più, anche in posti improbabili come in corrispondenza degli scivoli per disabili. Numerosi i nostri appelli, il nuovo anno porterà chiarezza e soluzioni definitive? Lo scopriremo presto.