I tanti gol incassati dalla Salernitana hanno fatto suonare ufficialmente un campanello d'allarme in casa granata, al punto che Stefano Colantuono ha chiesto rinforzi di esperienza in un reparto che rappresenta da tempo un tallone d'Achille. Blindato Mantovani- almeno fino a giugno, il Bologna vorrebbe già opzionarlo per sbaragliare la concorrenza- e con Bernardini in scadenza di contratto, la società sta anche cercando di capire quali siano gli effettivi tempi per il recupero completo di Alessandro Tuia, out almeno fino a febbraio dopo una fastidiosa ricaduta, ma comunque elemento eccessivamente discontinuo e che non può dare tutte quelle certezze di cui il mister ha bisogno. E così ecco spuntare il nome di Guglielmo Stendardo, calciatore che in passato ha vestito la maglia granata purtroppo in una stagione nefasta e conclusa con una retrocessione. L'idea, come riportato dal Corriere dello Sport, sarebbe di Colantuono, suo allenatore ai tempi dell'Atalanta e grandissimo estimatore di un difensore che avrebbe meritato, per potenzialità e professionalità, una carriera ancora più importante.
In verità in estate anche Bollini pensò a Stendardo, con una chiacchierata simpatica ed informale durante una cerimonia di premiazioni tenutasi ad Agropoli e organizzata proprio dal roccioso centrale attualmente in forza al Pescara, ma utilizzato pochissimo da Zeman. Quale l'ostacolo principale ad una possibile trattativa? I rapporti non positivi con il presidente Claudio Lotito, conosciuto ai tempi della Lazio e salutato non proprio amichevolmente al momento della cessione. Voci vicine alla società fanno sapere che ricucire lo strappo è praticamente impossibile e che quasi certamente il nome di Stendardo sarà depennato dalla lista dei papabili ancor prima che venga scritto. Il mercato, però, e il calcio in generale insegnano che tutto può sempre succedere e che un nemico di oggi è il miglior amico di domani.
Gaetano Ferraiuolo