Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Venti “incidenti sospetti”, dieci indagati tra Avellino e Napoli, l'ipotesi di una frode assicurativa da migliaia di euro e quel nome che ritorna in ogni sinistro. Alcuni dei dettagli dell'inchiesta della Procura di Verona che ha investito anche Avellino. Come anticipato da Ottopagine.it i magistrati veronesi hanno notificato l’atto di chiusura indagini a dieci persone residenti fra la provincia di Napoli e quella del capoluogo irpino.

I sospettati avrebbero denunciato sinistri fasulli nell'hinterland avellinese e del napoletano a partire dal 2013. A farne le spese, per gli inquirenti, una compagnia assicurativa veronese con filiale anche a Salerno. Proprio dalla sede salernitana è partita la denuncia che ha dato il via all'inchiesta.

Un'articolata attività di indagine: sono stati passati a setaccio database informatici, verbali della municipale e documentazione sanitaria. Un corposa mole di dati che è andata a comporre un fascicolo da centinaia di pagine. Un nome, in particolar modo, ha attirato l'attenzione degli investigatori. Si ritrova infatti in tutti gli incidenti denunciati. Proprio la posizione dell'uomo appare al momento la più complessa. Almeno fino agli interrogatori che potrebbero esserci già nei prossimi giorni.

I sospettati, rappresentati dai penalisti fra i quali Fabio Tulimiero e Anna De Marchi, proveranno a smentire le accuse della Procura. E dimostrare, corroborati da testimonianze e documenti, come gli incidenti contestati siano realmente avvenuti. Toccherà poi agli organi inquirenti decidere se richiedere il rinvio a giudizio o archiviare le accuse.

L'indagine della Procura veronese è arrivata a pochi mesi da un'altra inchiesta sulle frodi assicurative. Un'indagine focalizzata sulla provincia di Napoli poi sfociata in cinquantanove denunce a carico, fra l'altro, di medici e avvocati. In quel caso era stata ipotizzata l'esistenza di un'associazione finalizzata alla truffa delle compagnie assicurative. Avrebbero agito grazie alla collaborazione di personale sanitario compiacente.

Il fenomeno delle frodi assicurative è molto aumentato in Italia negli ultimi anni. Purtroppo è sempre il Sud a detenere la bandiera nera. Secondo gli ultimi dati dell'Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), che si riferiscono al 2014, sono Campania, Calabria e Puglia, le regioni dove si sono registrati più "incidenti sospetti". In Campania, su oltre 220.000 sinistri denunciati alle assicurazioni, quelli a rischio frode sono stati oltre 99500, ben oltre il 43per cento. Per il Nord Italia, invece, a detenere la bandiera nera è la Toscana.