Per antonomasia panacea di tutti i mali, in realtà il mercato invernale non è sempre così risolutivo come viene dipinto. Del resto chi interviene molto a gennaio ammette di aver sbagliato tanto in estate e le rivoluzioni non hanno mai portato risultati positivi; basti pensare a quanto fatto dal Bari l'anno scorso, scatenato fino alle 23 del 31 gennaio, ma finito addirittura fuori dalla zona play off pur avendo speso tantissimi soldi per calciatori di categoria superiore e dall'ingaggio pesante. La Salernitana di Lotito e Mezzaroma, numeri alla mano, non sempre ha approfittato della riapertura delle liste per rinforzare la rosa, anzi spesso i tifosi hanno commentato le operazioni di mercato con insoddisfazione allontanadosi progressivamente dallo stadio. E' palese, però, che prendere "tanto per" non avrebbe alcuna logica aziendale nè strategica e dovrà essere bravo il direttore sportivo ad ottimizzare le risorse che la proprietà gli metterà a disposizione, puntellando la rosa laddove carente e valorizzando al massimo il materiale umano di buon livello già nelle mani di Colantuono. In questo Fabiani ha già dimostrato di sapersela cavare: nel 2014 fu lui a ripulire lo spogliatoio, a tagliare il cordone ombelicale con la Lazio e a capire che, per risalire la china dopo due mesi e mezzo di crisi e sconfitte, era necessario puntare anzitutto su uomini di carisma e spessore. Non a caso arrivarono in rapida successione Bianchi, Scalise, Pestrin e Gori, quattro colonne che trascinarono i granata alla conquista di coppa Italia e play off.
Nella stagione della promozione pochi ritocchi: Bocchetti come alter ego di Franco, il grande colpo Moro e la scoperta Cristea in attacco, anche quest'ultimo decisivo con il gol praticamente da promozione contro il Catanzaro. "Ora scendo in campo io in prima persona, devo aggiustare tante cose" tuonò Lotito nel gennaio del 2015, portando a Salerno tanti elementi che però non resero affatto: fu il mese di Ikonomidis, Prce, Tounkara, Ceccarelli, Bus e Ronaldo, ma anche di Zito e Gatto. Alla fine la salvezza arrivò grazie a chi c'era già, con Coda e Donnarumma sugli scudi e il fondamentale recupero di Nalini. L'anno scorso quattro innesti, tre dei quali determinanti: Gomis in porta, Minala in mediana, Sprocati in attacco, scommesse vinte da Fabiani, ma anche da Bollini. L'unico flop è stato Bittante, cui rendimento è stato nettamente al di sotto di ogni aspettativa.
Tornando indietro con la memoria, ricordiamo anche qualche acquisto sbagliato: Sbaccanti e Carletti in D vennero per assistere alla festa promozione e poco altro, Fofana non ha mai segnato, Pasqualini fece rimpiangere Piva, di Ampuero può ricordarsi soltanto chi gode di ottima memoria. Ci sono stati però anche ritorni importanti (De Cesare) o annate con zero movimenti in entrata e in uscita, linea scelta da Mariotto e Susini con una super Salernitana ormai quasi certa della B. Estendendo il discorso anche alle due gestioni societarie precedenti, tra i flop non possiamo non menzionare Quintero, Arostegui, Strauss, Bardegia, Morete, Cammarata (che però era reduce da annate importanti), Coppola, Ely Louhenapessy, Redavid e Criaco. Inutile rivoluzione nel 2002-03 (con i vari Sturba, Giorgetti, Superbi, Luiso, Stendardo e Zoppetti), Leandro e Corneliusson furono le scommesse del 2003-04 così come Aslund nell'ultima stagione targata Aliberti. E' andata meglio con Merino, Dionisi, Iunco, Ganci, Fabinho e Nomvethe, in passato i colpi più incisivi sono però arrivati tra ottobre e novembre (Lorieri, Guidoni, Melosi, Gattuso...lo stesso Bernardini).
Gaetano Ferraiuolo