Anno nuove, sfide nuove. Questo oltre che per la prima squadra, vale anche per le selezioni giovanili della Salernitana. Sono finiti i gironi d’andata, ma è già tempo di pensare alla ripresa, in programma settimana prossima. Non si vuole far trovare impreparato mister Ernesto De Santis, già a lavoro con i suoi ragazzi da diversi giorni. Con lui abbiamo voluto tracciare un bilancio sul cammino fatto fin ora:
«Sono molto soddisfatto del girone d’andata, con la consapevolezza che ci sono ancora da migliorare degli aspetti, ma come normale in ragazzi di 14 e 15 anni. Rispetto a quando li ho visti per la prima volta ad agosto, ci sono stati dei passi in avanti sotto tutte le componenti chiave nel mondo del calcio: tattico, tecnico, mentale ma soprattutto comportamentale. Lo dimostra la posizione in classifica, raggiunta con tanto lavoro, e con la consapevolezza di potercela giocare anche con realtà molto più affermate della nostra, vedi Napoli e Roma».
Posizione che denota qualità all’interno della rosa. È il segnale che il settore giovanile granata sta finalmente sfornando potenziali talenti di prima fascia?
«È inutile nascondere che a Salerno, ma così come un po’ in tutta la Campania, è difficile competere a livello di settori giovanili, ma questo per una questione di strutture. Ti posso dire però, che almeno da quando sono arrivato io (due anni fa, nda), ho conosciuto responsabili capaci come Bianchi e Ciardullo. Profili in grado di mettersi sempre a disposizione al meglio, nonostante le difficoltà oggettive a cui dobbiamo far fronte. I risultati si sono visti con le prestazioni dell’Under 15 dello scorso anno, ma anche con quelle di quest’anno, dove, Primavera dell’ultimo periodo a parte, tutte le squadre lottano ancora per la parte alta della classifica. Mi auguro si vada avanti con questa linea, per poter dare qualcosa di veramente concreto alla prima squadra nel giro di 2-3 anni».
La classifica parla chiaro, la sua squadra ha tutte le carte in regola per i play-off, deve essere l’obiettivo primario?
«A discapito di sembrare ripetitivo, l’obiettivo primario non sono i play-off ma la crescita dei ragazzi. Detto questo abbiamo l’obbligo di lottare per quel risultato. Come hai detto tu siamo lì, e non vedo perché dovremmo precludercelo. Sarebbe controproducente, però, arrivarci mettendo in secondo piano la maturazione delle qualità di questi ragazzi».
Simone Gallo