Salerno

Esattamente 14 anni fa, Salerno sportiva viveva uno dei pomeriggi più belli e indimenticabili della recente storia granata 100 minuti all'insegna delle forti emozioni che ancora oggi fanno venire la pelle d'oca a quelle 18mila persone che, nonostante il periodo di festa e una giornata quasi primaverile, decisero di lasciar sole le famiglie pur di sostenere la squadra del cuore. All'Arechi, dopo due vittorie consecutive contro Ternana e Venezia, arrivava la corazzata Cagliari, con il tridente Zola-Esposito-Suazo che aveva messo i brividi a tutte le difese di una serie B spettacolare e composta da ben 24 squadre dopo la riforma del campionato in seguito al caso Catania. I granata di Pioli, senza nuovi innesti dal mercato di gennaio, ma forti della spinta di un pubblico determinante come non mai, si affidarono a Di Vicino e Bombardini sulle corsie esterne a sostegno di Erjon Bogdani, con Lai, Longo e Breda a far legna in mezzo al campo, un giovanissimo Molinaro a sinistra, Botticella tra i pali e il tandem Perna-Olivi al centro della retroguardia. Pur dominando per larghi tratti del match, i padroni di casa passarono in vantaggio a causa di una disattenzione del reparto arretrato, ma nei 4 minuti di recupero concesso dal signor Pellegrino accadde praticamente di tutto: doppio miracolo di Pantanelli su Bogdani e Bombardini, poi il genio di Faenza provò a far venir giù lo stadio con una sforbiciata esteticamente stupenda, ma facile preda del portiere sardo. 1-1 nell'aria? Macchè, sul capovolgimento di fronte il Cagliari raddoppiò tra l'incredulità generale. Proprio quando tutto sembrava finito, ecco la svolta: pressing di Di Vicino, inserimento di Longo e gol fondamentale per riaccendere l'entusiasmo e la speranza.

Nella ripresa, dopo aver rischiato grosso in due occasioni per le incursioni di Macellari su palla inattiva, ecco l'incredibile rimonta granata: prima il 2-2 di Di Vicino grazie ad una punizione dai 25 metri che fece esplodere lo stadio, poi, sessanta secondi dopo, altro guizzo del folletto di Pianura su sponda del neo entrato D'Aniello per il tripudio di un Arechi versione dodicesimo uomo. Due minuti dopo chance per il poker, con Bombardini tutto solo dinanzi a Pantanelli, ma poco freddo al momento della battuta a rete. Nel finale, pur in inferiorità numerica, assalto del Cagliari e Olivi super nel reparto arretrato, una prova sontuosa fino all'ultimo minuto per un difensore che avrebbe meritato una carriera ancor più prestigiosa. E quando non ci arrivava il centrale romagnolo, ecco Botticella a comandare l'area di rigore con uscite perfette e interventi puntuali, da 7 in pagella. Dopo il triplice fischio, sulle note di trottolino amoroso, tripudio granata e zona promozione a 3 punti, una bella vendetta nei confronti di patron Cellino che, sempre nel giorno della Befana, nel 1999 espugnò immeritatamente l'Arechi in A approfittando della giornata no di Balli e del pomeriggio sì del suo portiere Scarpi. Altra curiosità: per la seconda volta in pochi anni Reja, alla guida della capolista, perdeva a Salerno dopo aver condotto per 2-0.

Gaetano Ferraiuolo