Benevento

Due vittorie in sette giorni per tornare a respirare e sperare. Il Benevento ha rialzato la testa, l'ha fatto con due prestazioni di livello assoluto anche dal punto di vista tattico. De Zerbi ha imbrigliato prima Maran, poi Giampaolo. La squadra lo segue, le parole di Brignola, Coda e Viola sono la conferma, il mercato è aperto e può regalare colpi importanti e le parole del tecnico nel post partita ai microfoni di 696 Tv non lasciano spazio a dubbi di nessun genere, il Benevento è vivo e vuole lottare fino alla fine.

Coraggio - “Abbiamo giocato con personalità, con coraggio e con la voglia che deve mostrare una squadra che vuole vincere la partita. La Sampdoria fa soffrire tutti, hanno trovato il gol nell'unica vera occasione avuta nel primo tempo e invece nel secondo abbiamo fatto molto bene. Abbiamo tenuto il possesso palla, sono molto felice dal punto di vista calcistico".

Lucioni fa la differenza - “Lucioni ci ha cambiato la squadra. Il calciatore è stato sottovalutato negli anni, ha fatto una carriera al di sotto delle proprie possibilità. Inoltre abbiamo trovato gente fresca: Venuti sta facendo benissimo, Brignola idem, Viola viene fuori a partita in corso, Coda è stato fantastico dunque tanto merito anche ai calciatori che stanno diventando consapevoli di potersi ritagliare uno spazio nella massima serie".

Giocatori determinanti - “Ho fatto il calciatore, sono loro che determinano tutto. Ho cercato e cercherò ancora di più di fargli acquisire maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Dopo due vittorie consecutive dobbiamo avere equilibrio ed consapevoli di poter stare in serie A, perché fino a qualche settimana fa eravamo la barzelletta d'Italia".

Un martello - “Gestisco male le vittorie, gestisco meglio le sconfitte. Quando vinco divento ancora più martellante perché il rischio è maggiore. Servirebbero dieci vittorie di fila per pareggiare la rabbia e la frustrazione che c'è stata all'inizio. Se spingi al massimo la macchina puoi incappare in qualche problema fisico. Preferisco avere 17-18 giocatori al 100% che 24 all'80%. La partita è lo specchio dell'allenamento, quando sei abituato a spingere e sei al massimo hai più possibilità di vincere perché l'avversario può calare come è avvenuto oggi. Dico sempre ai calciatori di provare a far le cose senza preoccuparsi degli errori perché quello che sbaglia di più è sempre l'allenatore".

Capolavoro tattico - “La partita va preparata sempre prima, ma non si sa mai se si fa nel modo giusto. Volevo bloccare Torreira e farli giocare con il centrale di sinistra. E' andata bene, i ragazzi hanno fatto quello che avevo chiesto ma c'è bisogno sempre del giusto coraggio per giocare la palla e fare possesso anche nella metà campo avversaria. Senza questi ingredienti non si va da nessuna parte”.

Mercato – “Le due vittorie non devono farci dimenticare le scelte che avevamo fatto o stavamo per fare. Non dobbiamo dimenticare tutte le sconfitte prima della partita del Milan, ma le persone intelligenti vedendo che qualcosa sta cambiando in maniera molto forte e repentina, un cambio che sta ancora avvenendo, possono fermarsi un attimo e riflettere su quello che bisogna fare".

Reazione - “Non dobbiamo sempre prendere prima lo schiaffo prima di reagire. Oggi la veemenza è stata superiore nel secondo tempo, negli spogliatoi ho detto di continuare così perché l'avremmo pareggiata. Dopo il 2 a 1 non ci siamo schiacciati, ne avevamo parlato in settimana, perché se facciamo gol nei primi minuti non possiamo fare barricate per tutta la gara. Oggi abbiamo continuato a giocare e questa si chiama mentalità. Chiedo sempre di avere il coraggio di sbagliare di essere cattivi con e senza palla. Vanno provati i dribbling, i tiri e le giocate determinanti. Puscas l'ho abbracciato e ringraziato perché mi ha dato la disponibilità a giocare in un ruolo non suo, anche perché se non mi diceva di si lo menavo (ride sornione). Battute a parte lo devo ringraziare".

Coda - “Se Coda mette lo spirito giusto è un giocatore di serie A da metà classifica non da retrocessione. Se Coda è consigliato male o se qualcuno a lui vicino lo faceva sentire una vittima deve trovare un'altra squadra e un altro allenatore. Questo lui lo ha capito e ha reagito sfruttando le occasioni. Tratto i calciatori come figli, poi posso anche sbagliare ma so chiedere scusa. Pretendo rispetto e correttezza da parte di tutti. Voglio vedere i calciatori che danno quello do io”.