Da via Bonazzi a via Piccinato. Poche centinaia di metri di distanza al rione Libertà, stessa scena di ventiquattro ore prima. Ancora il buio della notte squarciato dai bagliori di un incendio, ancora un'auto a fuoco. Erano all'incirca le 3 quando ai pompieri è pervenuta l'ennesima richiesta di intervento, c'era una Dacia Sandero attaccata dalle fiamme. Il proprietario l'aveva lasciata in sosta in strada, nei pressi di un palazzo la cui parete è stata annerita dal fumo. Chi abita da quelle parti è stato svegliato dal rumore dei mezzi, dalle finestre ha assistito alle operazioni di spegnimento.
Nessun altro veicolo coinvolto, tutte da accertare le cause del rogo. Un'incertezza che non era stata invece registrata in via Bonazzi, dove erano state quattro le macchine interessate: pesanti i danni riportati da due di esse, più lievi per le altre.
Due episodi che richiamano l'attenzione, ammesso che ce ne fosse ulteriormente bisogno, sulla frequenza con la quale continuano a susseguirsi sia a Benevento, sia in molti centri della provincia. Impossibile, ovviamente, ricondurli ad un'unica matrice, molteplici le motivazioni che sottendono il gesto di appiccare il fuoco. Un gesto che sembra ormai diventato un 'simbolo', una sorta di 'marchio di fabbrica' del nostro territorio, che vanta un primato per nulla invidiabile.
(foto di repertorio)
Esp