Importavano carichi di alcol, sigarette e droga: nove arresti. Coinvolta anche una donna di origini irpine, ma residente da tempo a Lecce.
L. S. le sue iniziali, 48 anni è originaria di un comune della Valle Caudina e, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, faceva parte della organizzazione di narcotrafficanti e contrabbandieri. L’operazione è stata portata a termine dalla guardia di finanza nel porto di Brindisi. Carichi di alcolici e sigarette entravano nella Comunità Europea da Olanda, Lituania e Polonia e uscivano dal porto di Brindisi trasformati in lavatrici, caricatori di cellulari, motorini, batterie. In tal modo un gruppo criminale formato da baresi, brindisini, leccesi e irpini riusciva a recuperare le somme versate alla dogana comunitaria a garanzia del transito e, contemporaneamente, a piazzare migliaia di bottiglie di liquori e tonnellate di tabacchi sul mercato nero.
Nel corso degli accertamenti effettuati, le fiamme gialle avrebbero individuato i componenti di un sodalizio criminale particolarmente attivo nel traffico di sostanze stupefacenti e dedito all’organizzazione di diversi viaggi, tra l’Albania e l’Italia, finalizzati al trasporto di sostanza stupefacente da destinare al mercato interno. Durante le indagini su questo traffico, gli investigatori hanno incrociato la rotta di forniture di marijuana tra l'Albania e le coste brindisine, giungendo all'intercettazione di uno sbarco a Lendinuso il 15 dicembre del 2016, che fruttò il sequestro di 480 chili di sostanza stupefacente, di un motoscafo e di un'auto, dopo un inseguimento in mare in cui un finanziere rimase ferito.
Le metodologie utilizzate dal gruppo criminale coinvolto nel reato di contrabbando in genere sono consistite sia nella dispersione del carico originario (Tabacchi lavorati esteri o alcool) che nella sostituzione dello stesso con un carico di copertura di scarso valore come una lavatrice, cavi per la ricarica dei cellulari, un motore per cancelli automatici e altro. Il disegno criminoso prevedeva l’uscita verso l’Albania della merce di scarso valore, la quale era accompagnata da atti pubblici artatamente modificati e da dichiarazioni mendaci strumentali a svincolare le somme versate quale garanzia per i dazi doganali, l’Iva, le accise ed ogni altro onere previsto, all’atto dell’ingresso dell’originaria merce sensibile.
Sip