Dopo il Modena, un'altra splendida e prestigiosa realtà del calcio italiano rischia seriamente di scomparire e di ripartire, nella migliore delle ipotesi, dalla serie D. E' notizia di queste ore, infatti, che il Vicenza sia ad un passo dal baratro: ancora una volta la proprietà non ha pagato gli stipendi e i calciatori, dopo aver svolto un ultimo allenamento questa mattina pranzando con l'allenatore e lo staff tecnico, avrebbero deciso di non prendere parte alla partita di coppa Italia contro il Padova in segno di protesta, un segnale inequivocabile del caos che regna sovrano in una piazza che, da tempo, stava vivendo un costante ridimensionamento causato soprattutto da problemi di natura economica e sfociato nell'amara retrocessione della passata stagione. Il Vicenza non è certo un club come tutti quanti gli altri: dalla vittoria della coppa Italia ai danni del Napoli alla partecipazione alle competizioni europee passando per una lunga militanza nel massimo campionato di calcio di serie A, con moltissimi giocatori di livello che hanno iniziato la loro brillante carriera con la gloriosa casacca biancorossa e che oggi commentano con una certa amarezza quanto sta accadendo. Che tutto ciò sia motivo di riflessione anche per il pubblico di fede granata e, in generale, per tutte quelle tifoserie che ancora non hanno ben capito quanto la crisi economica generale rischi seriamente di comportare fallimenti e penalizzazioni senza una gestione oculata alle spalle.
E' vero che pagare gli stipendi equivale alla normalità e che non bisosgna sempre rapportarsi "a chi sta peggio", ma nemmeno si può pretendere tutto e subito senza rendersi conto della triste realtà di un calcio che, giorno dopo giorno, vede sparire piazze anche più prestigiose di Salerno. Messina, Reggina, Taranto, Triestina, Padova, Ancona, Ravenna, Rimini, Varese, Como, Mantova, Lecce, Catania, Reggiana e Grosseto, tanto per citarne qualcuna, ormai da lustri soffrono tra serie C e dilettantismo pur avendo tifoserie prestigiose e un blasone non di poco conto. Chiedete ai tifosi di queste squadre se accetterebbero o meno qualche anno di assestamento in B dopo aver vinto tre campionati e due coppe in 5 anni partendo da un ritiro fatto di giovani sconosciuti, senza palloni, casacche e su campi in terra battuta. Nulla deve vietare al pubblico di Salerno di sognare in grande e la società è chiamata anno dopo anno a migliorare quanto fatto nella stagione precedente, ma Lotito e Mezzaroma andrebbero ringraziati anche per la gestione intelligente ed oculata del club, non solo quando acquistano un grande giocatore. Per fortuna la torcida granata, ultimamente, si arrabbia esclusivamente per motivazioni da campo...
Gaetano Ferraiuolo