Salerno

Che Odjer sia lontano anni luce dal calciatore meraviglioso ammirato nella stagione 2015-16 e che, giovanissimo, contribuì in modo notevole alla salvezza della Salernitana è risaputo, del resto già l'anno scorso l'involuzione era evidente e i motivi non sono mai stati pienamente individuati. I problemi fisici sono stati tanti, anche tatticamente i vari allenatori che si sono susseguiti sulla panchina granata non sono riusciti a trovargli una collocazione adatta, lo stesso Colantuono lo ha gettato nella mischia per pochi minuti senza riuscire, al momento, a ricaricarlo a dovere in vista della seconda parte del campionato. Le parole del ds Fabiani sanno quasi di bocciatura: "E' involuto, non è più quel calciatore che rincorreva l'avversario, quel motorino che tutti conoscevamo. Speriamo torni presto quello di prima, altrimenti...c'è il foglio di via". Mezzaroma e Lotito, però, hanno intenzione di tutelare l'investimento da 900mila euro fatto a giugno del 2016 e cercheranno di capire se ci siano margini per rivedere in campo l'Odjer che aveva conquistato il cuore della tifoseria non più tardi di un anno fa. Proprio per questo possibile un confronto con il diretto interessato e con il suo entourage utile a fare il punto della situazione: le richieste non mancano, ma difficilmente qualche società deciderà di sborsare il milione di euro chiesto dalla proprietà.

Stiamo parlando di un ragazzo reduce da qualche infortunio e che ha giocato pochissimo in questi ultimi tempi. Sulle sue tracce, in passato, c'erano Spal e Cremonese, lo stesso Chievo lo aveva seguito, salvo poi depennare il suo nome dalla lista dei papabili dopo le recenti performance non esaltanti. Il solito Foggia, ma anche il Cesena sono sulle sue tracce, qualcuno dalla Puglia vocifera che Busellato e Improta ne avrebbero parlato benissimo al tecnico Fabio Grosso che cerca un centrocampista di quantità e bravo nella fase di interdizione. La sensazione è che la situazione, in un senso o nell'altro, sarà più chiara soltanto negli ultimi giorni di mercato.

Gaetano Ferraiuolo