Salerno

Che Alessandro Rosina, smentite di rito a parte, non rientri nei piani della società è risaputo, del resto il calciatore non ha praticamente mai reso in base alle aspettative beccandosi a più riprese anche i fischi di una tifoseria stanca di aspettare in eterno le giocate di un ragazzo che, fino a un anno e mezzo fa, riusciva sempre a risultare determinante salvo poi smarrirsi, per tanti motivi, in quel di Salerno. Che gli allenatori non abbiano quasi mai favorito la sua crescita lo abbiamo rimarcato più volte, addirittura Sannino lo impiegava a centrocampo costringendolo a rincorrere l'avversario per 90 minuti. Da un giocatore come lui, anche in proporzione allo stipendio percepito, era lecito attendersi molto di più e così Lotito, dopo il 2-2 interno contro il Bari, decise di collocarlo ufficialmente sul mercato svelando un retroscena: il 31 agosto era stato raggiunto l'accordo con il Perugia per la cessione a titolo definitivo, ma il fantasista calabrese aveva detto di no con la speranza di giocarsi le sue carte a Salerno e ripagare la fiducia della dirigenza. In queste settimane è stato proposto a diversi club: Pisa e Lecce un pensierino l'avevano fatto, l'Avellino non ha mai nascosto la sua stima per l'uomo e per il professionista, in passato si parlò di un sondaggio del Pescara, ma non è mai stata pista concreta. Colantuono, che lo ha schierato contro il Foggia a 25 minuti dalla fine e sullo 0-0 (la gara è finita 0-3), cercherà di ricaricarlo a dovere e di responsabilizzarlo isolandolo dalle polemiche dell'ambiente e dalle voci di mercato. La sensazione, però, è che la società farà di tutto per cederlo qualora si presentasse l'occasione pur consapevole della presa di posizione dell'entourage. Braccio di ferro in corso o disgelo? Al campo l'ardua sentenza...

Gaetano Ferraiuolo