Salerno

C'era una volta il calcio genuino, quello fatto di passione, sacrificio e senso di appartenenza che portava ogni singolo tifoso e cittadino a seguire la squadra del cuore ovunque, a prescindere e senza aspettare il colpo di mercato o la partita di cartello. Quanto erano belli i tempi del "Gioca la Salernitana e tanto basta", quando i bambini nascevano con la casacca granata addosso e famiglie intere vivevano l'umore settimanale in base al risultato del cavalluccio marino. In ogni angolo della città e della provincia non si parlava altro che di Salernitana, ma con un trasporto emotivo ed un rispetto dei ruoli completamente diverso da quello che oggi porta tantissime persone a sentenziare su internet attaccando chiunque (talvolta sfociando anche nell'illegalità) pur dimenticando che, in fondo, si tifa tutti per la stessa squadra e farsi la guerra non serve a niente e a nessuno. I social, da questo punto di vista, hanno cambiato tutto: quando la Salernitana perde si possono leggere centinaia e centinaia di commenti di chi non aspettava altro, quando vince è sempre "fortuna", "avversario debole" o "illusione perchè tanto in A non ci possiamo andare". Tra chi tifoso lo è per davvero anche mantenendo un atteggiamento critico e chi, invece, destabilizza quasi per professione ecco anche nascere pagine facebook che, in forma anonima, vivono per screditare la Salernitana, per ironizzare su chi non la pensa come loro o fare allusioni gravi e prive di ogni fondamento pur di aggiungere un click o prendersi i complimenti di chi la pensa come loro. Spesso sono persone anche di cultura, intelligenti, ragazzi che fanno sacrifici, ma che, accecati dalla fame di verità, non ascoltano altro che il parere di chi la pensa come loro. Ed è sbagliato, perchè solo il confronto senza pregiudizi aiuta a maturare e a capire come porre rimedio ai problemi.

Ci sono poi gli incoerenti, quelli che pur di contraddire chiunque vanno anche in contraddizione con sè stessi. Rosina viene a Salerno? E' a fine carriera e non serve. Va altrove? Gran colpo, Lotito non vuole investire. Si punta sui giovani? Solita società senza soldi. Arrivano i giovani? Si vogliono i calciatori di esperienza. Il caso Gatto è emblematico. Quando è arrivato in tanti hanno storto il naso, ora che è andato via si parla di "cessione incomprensibile". E', in fondo, il bello e il brutto del calcio, con decine di migliaia di appassionati che si trasformano in presidenti, allenatori, direttori sportivi, calciatori, segretari e amministratori delegati per ritagliarsi un minimo di visibilità o per destabilizzare l'ambiente. A che pro non è dato saperlo. Anche la nostra redazione, nel suo piccolo, può riscontrare questi atteggiamenti oltre le righe praticamente ogni giorno. Se si parla a favore "siamo i soliti filo-societari", se si scrive qualcosa di negativo "ecco che i giornalai destabilizzano". Fa parte del gioco, è giusto così e a volte diventa finanche divertente. Come se poi un giornalista metta faccia e firma inventando notizie o per difendere o attaccare qualcuno: dietro un articolo c'è sempre un lavoro alle spalle che spesso il lettore o il telespettatore non immagina. Se un prodotto non piace basta non acquistarlo, è così semplice! C'è una cosa, però, che è bene rimarcare. Fatta eccezione per un piccolo gruppo di persone- non tifose- che davvero vivono ossessivamente l'antipatia per questo o quel personaggio e che stravolgono la realtà pur di attaccare peccando di memoria corta, in realtà tutti vogliono il bene della Salernitana.

Non esista, dunque, il partito dei "Pro Lotito" o "Anti Lotito", dei "Pro Fabiani" e degli "Anti-Fabiani". Finisca questo stucchevole gioco dell'ironia e dell'offesa gratuita se qualche altro tifoso assume prese di posizioni diverse e che meritano rispetto. Fino a quando esisterà questa cultura del sospetto, questa aggressività tra gli stessi tifosi e tra chi la pensa diversamente non si potrà davvero andare da nessuna parte. L'esempio positivo scaturisce da quanto accaduto ieri, con gruppi di tifosi che, per rasserenare l'ambiente e remare nella medesima direzione, hanno annullato denunce e cause giudiziarie stringendosi la mano e ripromettendosi di portare avanti iniziative al solo scopo di sostenere la Salernitana. Un gesto intelligente, un passo indietro che può essere da esempio. I social, se usati bene, possono essere uno strumento fantastico, ma vivere offendendo altri solo perchè la pensano diversamente e trovare ogni giorno qualcosa che non funziona per guadagnare qualche "mi piace" è un qualcosa di malsano, che non aiuta e non fa crescere nessuno.

La verità, come sempre, sta nel mezzo. Sarebbe assurdo non riconoscere a Lotito e Mezzaroma enormi meriti per un miracolo sportivo e se qualche volta rimarchiamo i fallimenti di altre realtà più importanti di Salerno è soltanto per far capire che, in fondo, questa scalata meravigliosa non era affatto scontata come è stata dipinta. Allo stesso tempo, però, non si può vivere di gratitudine eterna e questa piazza ha tutto il diritto di sognare in grande e di ambire alla massima categoria del calcio italiano. Trasformando, però, questa passione social in presenza sugli spalti, proprio come gli ultras hanno scritto intelligentemente in un comunicato.  La curva Sud, lo zoccolo duro, gli innamorati a prescindere fanno i fatti, seguendo la squadra dappertutto, acquistando biglietti e abbonamenti, incitando i calciatori dal primo al novantesimo e garantendo tanti punti in più in classifica senza chiedere bomber, difensori, portieri, agevolazioni e criticando a ragion veduta in modo intelligente, nelle sedi opportune e con spirito altamente costruttivo. Il resto sono chiacchiere da bar che, come detto, alimentano tensione e non portano a nulla.

Si pensa che la società attuale non sia in grado di portare la Salernitana in A? Legittimo, ma al "Lotito vattene" si aggiunga anche il nome di un imprenditore pronto a rilevare la società garantendo gli stessi investimenti. Si ritiene non adeguato Fabiani ricordando gli errori commessi sul mercato? Si aggiunga per amor di verità che i fatti parlano di due campionati vinti, salvezze miracolose, plusvalenze e una coppa in bacheca. Si ritiene che Salerno, dopo aver visto 2 anni di A su 100, abbia tutto per il grande salto? Lo si dimostri. Sui gradoni e non sui social. Con critiche costruttive e non con la volontà di offendere senza saper argomentare in base ad illazioni prive di ogni logica. Dove sta scritto che chi critica Fabiani, Lotito, Mezzaroma, Colantuon o i calciatori sia più o meno tifoso di chi applaude a prescindere in nome di una grande passione? Perchè dietro un coro d'affetto o un messaggio propositivo devono sempre nascondersi fantasmi, secondi fini o scopi extracalcistici? Non si può semplicemente pensare che ognuno è libero di esprimere una propria opinione? Basta tensioni, basta attaccarsi a vicenda pur volendo, di base, la stessa cosa. I 2500 di Salerno Calcio-Arzachena, i 3500 di Salernitana-Campobasso, i 50 di Budoni e i 2500 di Cesena sono quelli che davvero hanno contribuito alla scalata dal nulla alle soglie dei play off. Chi vuol bene a questa squadra non la difende a prescindere, ma giudica i fatti e critica laddove necessario nel modo giusto. Solo remando nella stessa direzione senza fare la "guerra tra poveri" si potrà davvero aiutare la Salernitana ed essere credibili quando si sottolinea che qualcosa non funziona...

Gaetano Ferraiuolo