Avellino

Era l'11 maggio del 2003. Fra tredici giorni, esattamente dodici anni fa. All'Ezio Scida di Crotone, teatro dell'ultimo appuntamento del campionato di Serie C, l'Avellino guidato da Salvatore Vullo, capolista in condominio con il Pescara, sfidava il Crotone dell'ex Gaetano Auteri, che la stagione precedente aveva sfiorato i play off all'ombra del Partenio e che per pochi punti aveva fatto lo stesso con i pitagorici, fuori dalla corsa per gli spareggi promozione, ma decisi a vender cara la pelle contro i lupi.

Sugli spalti circa novemila tifosi di fede biancoverde arrivati in Calabria con auto private e pullman organizzati. Per l'occasione, data l'affluenza da record, anche la Curva Manzulli, generalmente occupata dagli ultras crotonesi, venne prestata ai supporters irpini. Un colpo d'occhio da brividi. La marea biancoverde era pronta a trascinare gli uomini di Vullo verso il ritorno in Serie B, dopo sette lunghi anni.

Ci mise appena sette minuti l'Avellino per far esplodere l'entusiasmo dei suoi sostenitori. L'azione la ricordano tutti ed è impressa nella mente di ogni tifoso biancoverde. Partì tutto dai piedi di Cecere. Poi Puleo servì Vastola che appoggiò la sfera a Cinelli. Il numero otto dei lupi scavalcò il centrocampo servendo Capparella che di prima intenzione provò ad azionare la corsa di Biancolino. L'attaccante venne anticipato da Pecorari che maldestramente concesse a Marra l'occasione di presentarsi tutto solo davanti a Dei, ora preparatore dei portieri dell'Avellino. Il dieci dei lupi controllò l'assist involontario e freddò il portiere del Crotone con un sinistro chirurgico.

E fu l'apoteosi. L'Avellino era in vantaggio nel match più importante della sua stagione. Un incontro duro, mai scontato nonostante le posizioni di classifica lasciassero intendere un impegno più "morbido". Poco dopo le 18, il signor Carlucci di Molfetta emise il triplice fischio finale. L'Avellino era di nuovo in Serie B. E poco importa se l'avventura in cadetteria non fu nient'altro che una fugace apparizione. Da quell'11 maggio 2003, ogni volta che si parla di Crotone-Avellino, non si può far altro che ricordare i 9000 cuori biancoverdi allo Scida e la rete di Marra, "l'eroe di Crotone"

Carmine Roca