Avellino

 

di Simonetta Ieppariello

Figc: si vota, si sceglie, si cambia. Sono tre i candidati in corsa per la poltrona di presidente della Figc nelle elezioni del 29 gennaio 2018. A quattro mesi dalla mancata qualificazione degli azzurri ai mondiali di Russia che ha travolto i vertici della Federcalcio spingendo alle dimissioni Tavecchio, si sceglie il nuovo numero uno.

Si tratta dei rappresentanti delle maggiori componenti politiche del mondo del calcio. Tra questi l’irpino Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti. 

Una candidatura, quella di Sibilia, appoggiata da molti big del calcio italiano, tra cui il presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito. "Ringrazio, il presidente Vigorito, tutte le persone che mi stanno sostenendo e credono nel mio programma. Non posso che essere lusingato e ancora più motivato a proseguire, con passione e convinzione, i prossimi giorni di confronto, in attesa del voto. Il presidente Vigorito è un galantuomo e un uomo che stimo particolarmente per le sue doti professionali e umane. Le sue dichiarazioni, l'attestazione di stima e fiducia, mi hanno particolarmente colpito. Adesso c'è tanto da fare per proseguire queste giornate di confronto, in attesa della fase del voto". (clicca per leggere l'articolo: "Vigorito sulle elezioni")

Il Benevento è pronto a recitare, dunque, un ruolo strategico nella corsa di Cosimo Sibilia alla presidenza della Figc. Vigorito ha chiarito il suo pensiero ai microfoni di Radio Rai nel corso di Radio Anch'io sport. «L'idea che invece venga eletto un manager come Sibilia che è da anni nel calcio e che gode della mia stima come uomo e come manager, mi solletica. Ha una chance di credibilità diversa, io vorrei non dire solo che dobbiamo rinnovare, ma farlo». 

Ad essere scesi in campo, entro il termine previsto della mezzanotte del 14 gennaio, sono stati, dunque, Gabriele Gravina, capo della Lega Pro e dirigente di lungo corso, Cosimo Sibilia, numero uno della Lega Nazionale Dilettanti (così come lo era stato Tavecchio) e senatore di Forza Italia e Damiano Tommasi, ex giocatore della Roma e della nazionale, presidente dell'Aic, sindacato dei calciatori.

Intanto salta la candidatura di Claudio Lotito, presidente della Lazio e in B della Salernitana.

In lizza, dunque, c'è l'irpino Cosimo Sibilia, che è stato candidato dalla Lega Nazionale Dilettanti di cui ha preso la guida nel gennaio del 2017 diventando poi vice presidente vicario della Figc sotto la presidenza di Carlo Tavecchio. Senatore di Forza Italia nella XVI e XVII legislatura, avellinese 59 anni già presidente della Provincia di Avellino, è figlio dello storico presidente dell'Avellino Calcio Antonio Sibilia ed è attivo nel mondo del calcio dall'inizio degli anni Novanta. 

"Io presidente della Federcalcio? Dobbiamo riportare la maglia azzurra ad essere protagonista ,assoluta, nel mondo- Ha spiegato il senatore a Ottopagine, raggiunto telefonicamente -. L’Italia deve tornare ad essere un punto di riferimento. Il programma che ho stilato parla chiaro. C’è tanto da fare reimpostando il settore giovanile, delle  troppe squadre professionistiche per cui il sistema va corretto, in modo concreto. Qualche nome? Vorrei un campione ancora sul campo nella dirigenza. E' tutto tracciato nel programma".

Cambiare il mondo del calcio, un compito arduo per il nuovo presidente che si insedierà. "Competerò con altri 2 autorevoli candidati. Spero che prima del giorno delle elezioni ci siano ulteriori confronti, e l'auspicio è arrivare a un candidato unico. Questa la soluzione migliore". Mediazione, riassetto, intervento deciso. La linea di azione e programmatica di Sibilia guarda ai contenuti strutturali della lega.

"Noi diamo rispetto a tutti ma vogliamo il rispetto di tutti. Perché la Lnd rappresenta il 34% del Consiglio federale e merita rispetto. Solo in questo mondo soltanto da un anno e ho ottenuto risultati straordinari". Queste le parole di Sibilia nel suo intervento all'assemblea in corso all'Holiday Inn Rome Parco dei Medici. "Tutti si sono candidati per la presidenza della Figc, in modo legittimo - ha spiegato Sibilia -  Vogliamo discutere da subito per raggiungere un largo consenso, ma questo sforzo non può essere fatto solo dalla Lnd: serve una grande azione di responsabilità. Dobbiamo riportare il calcio italiano a essere protagonista nel mondo, con una azione decisa, condivisa, unitaria".

L’obiettivo di Cosimo Sibilia è quello di «coltivare e valorizzare i talenti». Una delle strade per riuscire nella missione è l’istituzione delle seconde squadre. «Appare opinione condivisa, infatti, che una più veloce e completa maturazione dei giovani possa avvenire attraverso il confronto, continuo e costante, con calciatori più esperti, pur se eventualmente meno dotati tecnicamente», si legge nel programma di Sibilia.

Valorizzazione anche per il calcio femminile e riforma della giustizia sportiva e mantenimento degli attuali pesi elettorali sono altri punti del suo programma.

Sibilia ha previsto 13 aree d'intervento che toccano tutti gli aspetti della politica sportiva, dal peso elettorale delle componenti (riconoscimento di un maggio valore alla Serie A), all'introduzione delle seconde squadre da schierare in Lega Pro con il mantenimento dell'attuale numero di club (Serie B a 20 squadre) ma con paletti più stretti per l'ammissione ai campionati. Solo per citare alcuni aspetti del suo programma.