Benevento

La lunga chiacchierata con Roberto De Zerbi a Ottochannel inizia dalla speranza: “Spero non ci siano intoppi fisici per migliorare la nostra idea di gioco. Vogliamo trovare con i nuovi subito i meccanismi del gioco”.

IL BEL GIOCO. “Non è tanto il cercare il bello o l’estetica, ma è più facile trovare il risultato attraverso l’organizzazione. I giocatori ora sanno cosa fare con palla e senza. La squadra era mia anche quando si perdeva. Vogliamo cercare di migliorare mantenendo la speranza di poterci salvare. Oggi l’obiettivo è ancora molto distante, ma anche quando perdevamo, con un po’ di malizia in più, avremmo potute vincere delle partite. Da lì nasce la speranza di inanellare 3-4 vittorie di fila. Ci riporteremmo nel gruppo delle squadre che si possono salvare”.

LA VOGLIA. “Anche a Udine, a Genova, col Milan, con la Spal, c’è stata la sensazione di una squadra che non vuole retrocedere. La vittoria col Chievo ci ha un po’ sbloccato mentalmente. Con la Samp si è vista la nuova mentalità sia quando eravamo sotto che quando siamo andati in vantaggio. La mentalità di chi vuole uscire dal terreno con la vittoria”.

I GIOVANI. Le distinzioni non bisogna farle per età, ma per voglia, per spirito, per fame: sono questi gli aspetti determinanti per noi. Brignola ha 18 anni, ma quello che sta ottenendo non glielo ha regalato nessuno”.

MERCATO. Mercato lungo, ma non spetta a me dire se è troppo lungo o troppo corto. Non l’ho mai vissuto troppo bene, cerco di costruire la squadra secondo le mie idee: quando ti salta un tassello, bisogna ripartire da zero. Per questo non la vivo bene”.

COSA MANCA. “Qualcosina manca ancora, il presidente lo sa. Dobbiamo trovare gente in un mercato che deve mettere toppe ad eventuali lacune: qualche ruolo per caratteristica è scoperto. Il presidente mi ha dato la garanzia che farà di tutto e di più per mettere mano a queste lacune. Billong può diventare importante. Sandro lo conosciamo tutti, dà fisicità e quel briciolo di autostima in più. Guilherme è un giocatore di fantasia che può spaccarci qualche gara. Vorrei puntare su 20-21 calciatori, vorremmo sfoltire un po’ la rosa. Se alcuni giocatori non hanno dimostrato di avere le caratteristiche che cerchiamo è giusto che vadano altrove. La squadra è stata costruita da un altro allenatore, che aveva idee diverse dalle mie. E per fare un certo tipo di calcio ogni allenatore ha bisogno di idee ben specifiche”.

CICIRETTI & D’ALESSANDRO. “Amato si è sempre comportato benissimo, disponibilità totale. E’ un bravissimo ragazzo, ho trovato una situazione, non dico già compromessa, ma su questioni passate non metto becco. Voglio giocatori sgombri di testa e secondo me Amato in questo momento non è più sereno come un giocatore che deve avere solo questo in testa. D’Alessandro è diverso, ha firmato 5 mesi fa, non ci sono indicazioni per farlo uscire. Lui mi ha detto di non aver intenzione di andar via, non penso che ci siano problemi. Noi comunque vogliamo gente che rimanga qua col piacere di starci. Chi volesse rimanere qui solo per il contratto è bene che cambi squadra”.

LUCIONI. “Spero che ci sia una giustizia calcistica e morale a 360 gradi. Nel calcio giocano ancora calciatori che hanno patteggiato dopo il calcio scommesse. Un giocatore non ha l’obbligo di studiare medicina, gli hanno somministrato qualcosa e non poteva saperne la composizione. Se dovesse essere squalificato sarà fatta una ingiustizia incredibile. A livello umano, di persona. Il calcio viene dopo”.

BOLOGNA E TORINO. “Non so se potremo utilizzare i nuovi: penso Billong e Guilherme sì, Sandro no almeno dall’inizio. Bisogna avere lo stesso spirito, la stessa fame, non risparmiarsi dal punto di vista fisico e migliorare nell’autostima. Non dico che ce la possiamo giocare con tutti, ma con le squadre del nostro livello abbiamo la possibilità di vincere. Giocando sempre con umiltà”.